Intervista a Fabio Troiano

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Intervista a Fabio Troiano

Fabio Troiano, un’anima rock con Torino e il cinema nel cuore

Quale torinese, almeno una volta, non ha visto Fabio Troiano incedere tranquillo per le vie del centro? Passo scattante e sorriso sulle labbra, sguardo che conquista e fascino tenebroso. Fabio arriva al nostro appuntamento con la semplicità e l’eleganza di un ragazzo torinese e la verve di un giovane napoletano. Spontaneità, simpatia e vivacità sono sicuramente i lati del suo carattere che si svelano per primi, quasi sia lui a volerci mettere a nostro agio.
Con quel «Caspita, la Sala Pistoletto è mitica!», pronunciato mentre saliamo al Bar Cavour, manifesta subito un animo entusiasta e generosamente disposto allo stupore. Attore preparato e dalle numerose sfumature, i suoi ruoli sono stati tutti differenti.

Nel suo curriculum troviamo ‘Dopo mezzanotte’ di Davide Ferrario – film per il quale ha ricevuto la nomination ai David di Donatello – la nota fiction ‘Ris – Delitti imperfetti’, ‘Cado dalle nubi’ di Checco Zalone, fino ai recenti ‘Non c’è 2 senza te’ di Massimo Cappelli e ‘Squadra Antimafia’.

Partecipazioni cinematografiche e televisive che lo vedono non solo davanti, ma anche dietro la telecamera. Troiano, infatti, è alla sua seconda sceneggiatura.
Perfettamente calato in questo nuovo ruolo, lo commenta con passione: «Il cinema e la televisione posso dire di viverli veramente a 360 gradi».

Sei nato a Torino, da bambino ti sei trasferito per qualche anno a Gragnano (in provincia di Napoli) e poi sei ritornato qui. Quanto c’è in te di queste due città?

«Sicuramente sono due mondi ben presenti nel mio carattere. La prima formazione è stata principalmente partenopea, perché da piccolo ho vissuto a Napoli, quindi le mie radici sono ben piantate lì. Poi mi sono trasferito in una città con caratteristiche radicalmente differenti. Caratterialmente, di Torino ho un po’ più il rigore, l’ordine; nel mio mestiere, però, viene maggiormente fuori l’estro partenopeo, un po’ di quell’arte di arrangiarsi. Quindi nel lavoro di attore – dove ci si reinventa continuamente e occorre sempre ‘diventare qualcun altro’ – vince maggiormente la formazione meridionale contro quella settentrionale. Nonostante questa premessa, voglio sottolineare che il mio sogno continua a essere quello di tornare a vivere qua».

E infatti capita spesso d’incontrarti per le vie di Torino…

«Sì sì (ride, ndr). Anzi, molto spesso capita che le persone mi incontrino e, una volta scoperto che vivo a Roma, mi dicano: “Ma come a Roma? Sei sempre qua…”. La verità è che, appena posso, scappo a Torino, dove mi sento veramente a casa. Ho proprio la necessità di tornare e mi piacerebbe vivere di nuovo in città, spostandomi solo all’occorrenza. Anche perché il mio lavoro – dove ho raggiunto una certa stabilità – mi permette di stare un po’ dove voglio».

Cosa ti conquista di Torino?

«Sarebbe una banalità dire tutto. In realtà, mi conquistano la bellezza e la struttura architettonica, mi piacciono veramente tanto, e poi la sua vivibilità: Torino è una città a misura d’uomo, puoi fare tutto e in piena serenità. Se vuoi andare al cinema e abiti in centro, per esempio, esci di casa e ci vai a piedi, e poi al ristorante… In una grande città come Roma, invece, se vuoi fare due o tre cose nella stessa serata non puoi. Devi scegliere: o vai in un posto o in un altro. E poi, se devo essere sincero, Torino la sento più mia. Mi piacciono i caffè, la linearità della città…».

2017-05-23T08:25:28+00:00