Intervista a Gianni Fornaresio

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Intervista a Gianni Fornaresio

La Monna Lisa, il fascino di un’opera immortale

Uno sfondo enigmatico, che rappresenta l’atto di ribellione della natura nei confronti dell’uomo. Il tono caldo della carnagione di una giovane donna che sembra prendere vita sulla tela, con un’eleganza e una grazia sovrannaturali. Uno sguardo misterioso e imperturbabile e un sorriso insieme delicato ed enigmatico. Come non sentirsi affascinati dallo straordinario capolavoro di Leonardo Da Vinci? La raffinatezza dei colori, la perfezione dei tratti, le ombreggiature… Questo è il primo ritratto che non riproduce semplicemente un viso, ma che ne cattura l’anima.
Sfuggente, ironica e sensuale, è l’opera più famosa al mondo: «Sicuramente uno dei motivi per cui abbiamo deciso di metterla in copertina – spiega Andrea Cenni, editore di Torino Magazine – effettuando una scelta altamente simbolica».

Un gesto creativo, fortemente intellettuale e allo stesso tempo immediatamente intelligibile: «Un emblema dell’orgoglio italiano – continua Guido Barosio, direttore della testata – un voler esserci sopra tutti, visto che, ospitando Expo 2015, il nostro paese ha gli occhi di tutto il mondo puntati su di sé».

Ma come legare una cover così potente a Torino? Grazie all’opera di Gianni Fornaresio. Un lavoro così innovativo
che sembra nato apposta per la nostra copertina. «L’idea di una ‘Gioconda’ tricolore mi venne nel 1988 (anno di nascita di Torino Magazine, quasi un segno del destino, ndr) e la produssi, all’epoca, secondo la tecnica serigrafica», racconta Gianni Fornaresio, editore e artista.

Come mai la Monna Lisa?

«Perché Leonardo è superiore – prosegue Fornaresio – la ‘Gioconda’ è il quadro più amato al mondo ed è un capolavoro ineguagliabile. Tanti sono intervenuti sul suo volto, in alcuni casi con risultati discutibili». Sono stati infatti numerosi gli artisti contemporanei che l’hanno ripresa con funzione simbolica, soprattutto con l’avvento del Postmodernismo e della Pop Art. Pensiamo a Duchamp, il quale ne ha fatto un bersaglio di provocazioni riproducendo un’immagine della ‘Gioconda’ dotata di baffi, che scandalizzò e divertì, o a Basquiat, che l’ha fortemente dissacrata. «Il volto della Monna Lisa è perfetto – riprende Fornaresio – e inizialmente il mio intervento è stato sul paesaggio. Poi successivamente il dipinto mi ha suggerito ulteriori interventi, anche sul volto stesso, con effetti sorprendenti ». Un po’ come quello che realizzò Andy Warhol nel 1963, quando la trasformò in un dipinto in serie.

Ma come nasce l’idea di una ‘Gioconda’ pop?

«Sicuramente dal mio lavoro di editore, perché l’editore vuole arrivare al grande pubblico». Gianni Fornaresio si avvicina al mondo dell’arte verso la metà degli anni ’70 a Venezia, entrando a far parte di un gruppo chiamato Artisti Associati, per i quali curava la vendita delle opere; successivamente, diviene distributore ed editore di importanti artisti, molti dei quali torinesi.

Al di là della ‘Gioconda’, però, cosa significa intervenire su un grande classico?

«Riproducendo in serigrafia si può raggiungere un risultato migliore, che permette al pubblico di disporre di un’immagine della ‘Gioconda’ fruibile, comprabile e se notate, stampandola in colori diversi il suo sguardo cambia». Fornaresio, avendo collaborato con i più grandi artisti contemporanei e avendo lavorato con quelli più giovani e meno affermati, ha sicuramente ampliato la propria esperienza in campo artistico. Il percorso da editore comincia nel 1981, quando inizia a stringere un rapporto più diretto con i creativi.
«Ma quali sono stati nel tuo percorso – gli domandano Cenni e Barosio – i più importanti autori con cui hai
lavorato?».

2017-05-23T08:25:31+00:00