Intervista a Fernanda Lessa

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Intervista a Fernanda Lessa

Fernanda Lessa, un sound spumeggiante

La porta era quella della vicina di casa della sua amica. Chi era la proprietaria? La titolare di un’agenzia di moda: «Era una donna particolarissima, me la ricordo molto bene, aveva questi capelli rosso fuoco… Quello che mi sorprese di più fu che, dopo avermi aperto, mi disse tranquillamente di entrare, nonostante non mi conoscesse. Ovviamente all’inizio non capii il perché, oggi penso semplicemente sia stato il destino». Sorride Fernanda Lessa, mentre mi racconta questo piccolo aneddoto che le cambiò la vita.

Appena entra in redazione mi accorgo non solo che è bella – ‘bella in modo assurdo’, direbbe qualcuno – ma
che la sua presenza sprigiona una ventata di freschezza. Verve che si porterà dietro per tutto il corso dell’intervista. Le sue risposte sono immediate, molto spontanee, e il suo sorriso radioso. Ripercorre con me la sua vita, rievocando episodi simpatici e ricordi che la divertono. Di quando, partita dal Brasile, ha iniziato a girare il mondo. Di come un vicino di casa – di nuovo! – ma a Londra, le insegnò quello che nel futuro sarebbe diventato il suo lavoro.

Partiamo dall’inizio. Bussi a quella porta e la tua vita cambia…

«E cambia totalmente! Farà ridere, come ogni volta che lo racconto, ma a scuola mi prendevano tutti in giro. Ero la bruttina della classe: troppo alta e spigolosa, avevo gli occhiali e l’apparecchio. Quell’incontro è stato quindi fatale, a 17 anni mi ha offerto la possibilità di girare il mondo. Un’opportunità che sicuramente mi ha temprata in modo indelebile ».

Com’è stato?

«Un’esperienza splendida. Pensandoci bene, è stato tutto molto veloce. Proprio come è veloce e frenetica la vita di una modella. Dopo un mese e mezzo da quel primo incontro ero in Giappone. Da lì sono andata a New York, dove rimasi per due anni, poi a Londra, dove ho vissuto per un anno e iniziato la mia carriera di dj, poi a Parigi e infine in Italia ».

E in Italia sei rimasta…

«Sì, perché qua sto bene e, devo dirlo, sono innamorata di questo paese. In nessun altro posto mi sono sentita così bene».

Nonostante tu abbia girato tutto il mondo?

«Sì. Anche l’Australia, per esempio, mi colpì molto, ma qua siamo tutti latini, ci capiamo di più… Forse è questo l’ingrediente fondamentale. E poi il cibo, le persone…
mi piace tutto. Proprio come adoro tutto di Torino
».

2017-05-23T08:25:23+00:00