New York Stories

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New York Stories

New York Stories

ANew York c’è sempre una storia da raccontare, infinite storie da raccontare. Il suo eclettismo verticale, la sua foresta di skyscraper, oggi ha epigoni globali che vanno da Dubai all’estremo Oriente, i record non ci sono più ma l’anima resta inimitabile. Le storie, le infinite storie di Nyc, continuano ad alimentarsi col nuovo che irrompe sulla scena, perché c’è sempre qualcosa che accade, qualcuno che arriva, una rivoluzione urbana dietro l’angolo, economica o artistica, sociale o gastronomica, ineguagliabile approdo metropolitano per i trendsetter di moda, finanza, design, cinema e teatro. Tanta roba, tutto sotto lo stesso cielo.
Ma il nuovo ha fatto la storia perché tutto è sempre stato nuovo, a partire dall’architettura.

A New York City non ci sono solo i grattacieli, ma anche i primi grattacieli, solo qua possiamo ammirare Empire State e Chrysler, building per antonomasia. Ma ‘sotto di loro’ ci sono il Greenwich e Harlem, il Bronx e Chinatown, Brooklyn e Chelsea, luoghi di cinema e di romanzi, di immigrazione e di cultura che è stata (e sarà sempre) avanguardia permanente, di delitti efferati e di smisurate fortune. Questa è l’America bellezza. Questa è la capitale del mondo. E vale un viaggio, qualche volta ‘il viaggio’. Lo vale anche se è diventata costosissima, anche se le auto di Time Square vanno di clacson come in India, anche se la sua metropolitana è un rebus non sempre decifrabile. A New York trovano pieno alloggio tutti gli aggettivi, che si possono elencare ma sempre col sapore dell’estremo: selettiva, colta, brutale, abbagliante, ricca, ambiziosa, potente, surreale, frenetica, trasformista, curiosa, veloce, anzi velocissima.

Poi, però, se ti collochi indolente nel verde di Central Park, o se passeggi per il West Village e Chelsea, il ritmo cambia; scopri il lato easy di megalopoli, complice quando meno te lo aspetti, prezioso per tirare il fiato, indispensabile per sopravvivere. Come indispensabile per viverci è la sua anima libera e tollerante, tra i ruggiti di Nyc l’espressione individuale trova dimora senza pregiudizi. Detto che ogni viaggio a Manhattan è un’esperienza differente, che gli scenari vanno letti e riletti, perché resi mutevoli dal continuo rinnovamento non meno che dalle stagioni, ci sono tre obiettivi da mettere in agenda: la High Line, la nuova sede del Whitney Museum of American Art e l’area dell’ex World Trade Center, con il One World Trade Center e il National September 11 Memorial & Museum.
Chi avesse visitato la zona della High Line prima del 2009, probabilmente non riconoscerebbe nulla di quanto può ammirare oggi (e ammirare è proprio la parola esatta!), godendosi una delle location più suggestive di tutta Manhattan, in assoluto tra le più vivibili ed emozionanti.

A partire dagli anni Trenta l’area era dominata da una ferrovia sopraelevata, la West Side Line, successivamente dismessa e lasciata completamente in abbandono. Anche il quartiere circostante non ebbe uno sviluppo felice, con lo scenario dominato dal degrado, dai mattatoi e da frequentazioni poco raccomandabili. La logica avrebbe voluto l’abbattimento della struttura e dei vecchi binari, sarebbe stata la soluzione più semplice, ma intervenne lo spirito visionario newyorkese (in questo caso personificato dalla Friends of the High Line) e la soluzione fu rivoluzionaria. Tra il 2009 e il 2014, una spettacolare passeggiata prese il posto della vecchia ferrovia insediandosi lungo il suo percorso, questo senza rendere necessaria alcuna opera di demolizione.

2017-07-13T15:23:39+00:00