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#iosonotorino

di Andrea Gavosto

1988 – 2018, trent’anni di Torino. Il punto di vista

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della vita cittadina di questi anni, la loro opinione sul passato, sul presente, sul futuro di Torino. Un’occasione per fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrà essere. 

La testimonianza di Andrea Gavosto, economista, direttore della Fondazione Agnelli.

Come ha visto cambiare Torino negli ultimi 30 anni?

Sono tornato 10 anni fa dopo quasi 20 anni e l’ho trovata incredibilmente migliorata: la qualità della vita è elevata e la sua è una dimensione umana molto più ragionevole di altre metropoli. La vita culturale anche è molto attiva, lo posso riscontrare dalla mia attività alla Fondazione Agnelli. Per me è stato un ottimo ritorno…

Sono tornato 10 anni fa dopo quasi 20 anni e l'ho trovata incredibilmente migliorata: la qualità della vita è elevata e la sua è una dimensione umana molto più ragionevole di altre metropoli

Come la immagina nel futuro?

Il passato conta, anche per le città. Non dobbiamo dimenticare la nostra storia nel campo della manifattura, dell’innovazione, dell’enogastronomia e della cultura. Sono questi i punti di forza per un immediato futuro. Spero inoltre che possa connettersi sempre più con Milano, facendo sistema.

Un aneddoto degli ultimi 30 anni…

Mi viene in mente lo scudetto del Toro con Pulici e Graziani, certo è accaduto un po’ più in là rispetto ai trent’anni, ma per noi è come fosse ieri. È un momento che ricordo con tanto affetto, indelebile nella mia memoria. È stata un’occasione unica che ovviamente spero possa ripetersi di nuovo.

 

 

Questa e altre 61 testimonianze

sul numero dei 30 anni di Torino Magazine.

Li ringraziamo tutti, da chi ha premuto più sui tasti del cuore e dell’emozione a chi ha messo l’accento sulle vicende storiche e sui progetti.

 


«La rinascita di Torino parte dalla formazione»
Leggi l’opinione di Andrea Gavosto, maggio 2020