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#iosonotorino

di Antonio Forni

1988 – 2018, trent’anni di Torino. Il punto di vista

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della vita cittadina di questi anni, la loro opinione sul passato, sul presente, sul futuro di Torino. Un’occasione per fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrà essere. 

La testimonianza di Antonio Forni, notaio, presidente dell’Auxilium Fiat Torino.

Come ha visto cambiare Torino negli ultimi 30 anni?

È opinione comune che Torino oggi sia più dinamica, accogliente e fotogenica di trenta anni fa. Personalmente credo più vivibile: le isole pedonali del centro storico, le nuove architetture e il recupero di alcune aree, i maggiori stimoli culturali. È la città dei tanti musei, ma anche luogo di progetti e sperimentazioni. Più illuminista e cosmopolita di trenta anni fa.

Torino è la città dei tanti musei, ma anche luogo di progetti e sperimentazioni. Più illuminista e cosmopolita di trenta anni fa

Come la immagina nel futuro?

Immagino una dimensione identitaria urbana sopravvissuta alla globalizzazione. La vedo in prospettiva futura come nodo di scambio culturale e polo attrattivo di investimenti e talenti, in grado però di conservare la forma antica della Città, non solo sotto l’aspetto urbanistico, ma anche per i legami ed i rapporti sociali.

Un aneddoto degli ultimi 30 anni…

L’emozione più forte della mia vita è legata naturalmente ad un luogo cittadino e ad un evento sportivo: il contagio emozionale di massa generato al PalaRuffini il 10 giugno 2015 dal ritorno in Serie A della Pallacanestro Torinese dopo un quarto di secolo fu travolgente, per me e per le migliaia di tifosi presenti sugli spalti. Un ricordo indelebile.

 

 

Questa e altre 61 testimonianze

sul numero dei 30 anni di Torino Magazine.

Li ringraziamo tutti, da chi ha premuto più sui tasti del cuore e dell’emozione a chi ha messo l’accento sulle vicende storiche e sui progetti.