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#iosonotorino

di Barbara Graffino

1988 – 2018, trent’anni di Torino. Il punto di vista

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della vita cittadina di questi anni, la loro opinione sul passato, sul presente, sul futuro di Torino. Un’occasione per fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrà essere. 

La testimonianza di Barbara Graffino, il più giovane membro del Consiglio Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo e consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino. È co-founder di Talent Garden, la più grande rete dedicata all’innovazione digitale in Europa, per cui segue le Operations Italy, e di We Trust, una small investments company specializzata nel supporto e nell’investimento in startup innovative.

Come ha visto cambiare Torino negli ultimi 30 anni?

Ho notato una passaggio dalla produzione al consumo e ai servizi: hanno chiuso le aziende e hanno aperto i centri commerciali.  Questo ha ovviamente cambiato anche gli spazi della città. Oggi lavoro in un coworking, all’epoca non sarebbe stato nemmeno pensabile.

Sono nate però anche tante diverse professionalità legate al mondo della cultura, del turismo, dell'accoglienza, che hanno arricchito il tessuto urbano di molti più alberghi e ristoranti rispetto a soli dieci anni fa

Come la immagina nel futuro?

Vorrei vedere a Torino tanti nuovi distretti dell’innovazione.

Un aneddoto degli ultimi 30 anni…

Ricordo con piacere il Now Summer Festival del 2016 e la rinascita di alcune aree di Mirafiori. I cittadini si sono riappropriati di un luogo simbolo di Torino, vivendolo in un modo completamente diverso. Lì dove prima c’era la catena di montaggio abbiamo portato cultura e startup, e oggi c’è lo Spazio MRF. E se posso aggiungere un altro ricordo a cui sono molto legata, è la costruzione del grattacielo di Intesa Sanpaolo, che ho seguito da vicino e credo abbia offerto un volto nuovo alla nostra città.

 

 

Questa e altre 61 testimonianze

sul numero dei 30 anni di Torino Magazine.

Li ringraziamo tutti, da chi ha premuto più sui tasti del cuore e dell’emozione a chi ha messo l’accento sulle vicende storiche e sui progetti.

 


«Il miglior modo di prevedere il futuro è inventarselo»
Leggi l’opinione di Barbara Graffino, maggio 2020.