Cartoline digitali nel nuovo millennio

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Cartoline digitali nel nuovo millennio

Cartoline digitali nel nuovo millennio

Estate o inverno che sia, c’è un modo di raccontare Torino che non è storico, non è didascalico, non è da guida turistica e neppure da cronaca quotidiana; è il modo che hanno quelli che ci mettono qualcosa, qualcosa in più, di diverso, di netto ma profondo, di difficile da spiegare bene.
È una specie di sentimento, un nuovo ingrediente che consente di percepire più di ciò che semplicemente si vede, di sentire anche con un poco di cuore ciò che si osserva.

«Elegante, perbene. Dietro quella facciata austera c’è una prorompente vitalità, un cuore pulsante creativo e frizzante che ne fa una città unica e diversa dal resto d’Italia»

– Wall Street Journal

«Torino ma chi l’ha detto che non sei bella antica quando la sera diventi stella non parli perché hai paura di sapere troppo…»

– Antonello Venditti

«La sera sul ponte del Po: magnifico! Al di là del bene e del male!»

– Friedrich Nietzsche

 

 

«È inverno, mi alzo, mi avvicino al davanzale della finestra, do un’occhiata a Torino, distesa oltre il fiume, una fuga ripetuta di lumini in file che si incrociano… il fiato gelido del fiume manda frange di nebbia contro i rami degli alberi, i fanali sono aureolati da un fumo cangiante, le auto ammiccano da lontano. Ecco la pedana del tram, ecco lei».

– Giovanni Arpino, ‘La suora giovane’

2017-07-14T07:28:32+00:00