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Non è un destino al Circolo dei Lettori

La violenza maschile contro le donne oltre gli stereotipi

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un incontro online per abbattere gli stereotipi al femminile. Presenti Lella Palladino, autrice dell'omonimo libro 'Non è un destino. La violenza maschile contro le donne, oltre gli stereotipi' (Donzelli Editore); Stefano Ciccone, presidente dell'associazione Maschile Plurale; Anna Maria Zucca, presidente del centro antiviolenze E.M.M.A.

Tina, Lia, Francesca, ma anche Paola, Lucia, Sonia. Donne con storie complicate e donne con storie comuni, ma ognuna in grado di capovolgere la rappresentazione collettiva della violenza maschile contro le donne. Una violenza che corre come un fiume carsico nella società italiana, ancora taciuta e nascosta, gridata soltanto quando un crescendo di violenze si conclude con un femminicidio. Palladino, sociologa femminista che ha fatto della battaglia contro la violenza sulle donne il fulcro della sua vita, ripercorre le storie di molte delle donne con cui è entrata in contatto negli anni di lavoro nei centri antiviolenza, mostrando le diverse forme della violenza maschile, ma anche i modi per combatterla. A partire da una rifondazione del lessico e degli immaginari legati al femminile. Attraverso il racconto dell’operatività dei centri antiviolenza viene svelata la più trasversale delle disuguaglianze e delle disparità, sostenute dal sistema economico e dall’ordine simbolico patriarcale che, nonostante gli innegabili progressi del sistema normativo, concepisce le donne quali eterne seconde in un mondo declinato al maschile. Questo libro racconta la vicenda di donne che, grazie al potere della relazione con altre donne, all’accoglienza empatica, esperta e non giudicante dei centri antiviolenza, sono riuscite a rielaborare la violenza subita attribuendone la responsabilità a chi ne è stato la causa, e a riscrivere così la propria vita.

Storie di forza, di libertà, testimonianze concrete che «la violenza non è un destino», che è possibile uscirne, recandosi «nel posto giusto al momento giusto».