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Teatro

‘Un tram che si chiama Desiderio’ in streaming dal Cineteatro Baretti

I drammi interiori ritratti nella pièce di Tennessee Williams in diretta streaming con l'Associazione Baretti  

A Streetcar named Desire (Un tram che si chiama Desiderio), l'opera di Tennessee Williams vincitrice del Premio Pulitzer per la drammaturgia 1948, prende vita sul palco del Cineteatro Baretti con la regia di Giulio Maria Cavallini. Gli 'scottanti' temi trattati - omosessualità, pedofilia, disagio mentale e violenza domestica - resero l'opera, inscenata per la prima volta nel 1947 a New York, una delle più importanti del XX secolo: anche grazie ad essa iniziava a farsi largo il teatro espressionistico che, a discapito del realismo oggettivo, portava in scena le esperienze emotive dei personaggi.

Pur essendo stato contestato, il dramma liberò il teatro americano da puritanesimo e perbenismo portando sul palcoscenico le oscure, a volte perverse, sfumature della sessualità degli adulti

Williams fu il primo drammaturgo americano a mettere in scena i desideri sessuali delle donne e tratteggiare un personaggio maschile, Stanley Kowalski, come oggetto del desiderio del pubblico. Nonostante Un tram che si chiama desiderio sia stato spesso messo in scena intorno a quest’ultimo, il punto di vista è indubbiamente quello di Blanche Dubois, donna che assiste al crollo del suo mondo nonostante i disperati tentativi di salvarlo. Il suo dramma suscita l’empatia del pubblico, nonostante Williams scandagli la crisi interiore di tutti i suoi personaggi portandoci a osservare con occhi più consapevoli la fragile linea di confine tra la difficoltà di relazionarsi e la follia: tutti i personaggi credono infatti di non essere vittime delle proprie ossessioni, ma in realtà ne sono imprigionati a tal punto da perdere la ragione.

Sessualità pazzia sono temi ricorrenti nei drammi di Williams per ragioni autobiografiche. La sua giovinezza è stata segnata da due profondi traumi: l’impossibilità di far accettare la propria omosessualità a una famiglia puritana e repressiva e lo strazio causato dalla decisione della madre che fece lobotomizzare in modo irreparabile la sorella Rose affetta da crisi di ansia e schizofrenia di cui anche lui soffrì per tutta la vita.

Formano il cast Olivia Manescalchi, Riccardo Livermore, Federica Dordei, Marcello Spinetta. In streaming sulla pagina Facebook del Cineteatro Baretti. Lo spettacolo rimarrà visibile fino a mercoledì 24 marzo ore 23.59.