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Cultura

Scarabocchi. Il mio primo festival a Novara

Il Complesso del Broletto si trasforma in un grande atelier d’artista per grandi e bambini con laboratori, officine, spettacoli con illustratori, artisti, tipografi

Tre giorni di laboratori, officine, spettacoli e piccoli atelier a ingresso gratuito pensati per indagare, con la forza della creatività, i corpi: è Scarabocchi. Il mio primo festival, dedicato ai bambini e alle famiglie.

Nei mesi di lockdown e di lontananza forzata l’esigenza di manifestare il corpo, farlo incontrare con quello degli altri è stato forte, in particolare per i più piccoli che hanno trascorso il loro tempo disegnando e scarabocchiando. hanno scritto frasi e lettere come sgorbi e ghirigori, viluppi di disegni. Ora è arrivato il momento di rimettere i corpi al centro, con tutte le cautele necessarie: il corpo dei bambini e dei genitori, il corpo degli artisti, il corpo della città e quello dei suoi spazi aperti.

La rassegna invita adulti e bambini a misurarsi con colori, matite e pennelli, e con la propria interiorità, per esprimere se stessi, i propri sogni, incanti e desideri.

Guide eccezionali: artisti, illustratori, filosofi, tipografi, scrittori. Luoghi della sperimentazione: il Circolo dei lettori, il cortile del Broletto, il Loggiato, la Sala Arengo e gli spazi della città. Per tornare stare insieme, in un modo nuovo.

 

Il programma

 

Venerdì 18 Settembre 2020

  • Teatro Faraggiana
  • Ore 21:00
  • Piccola Liturgia Errante | Inaugurazione
  • Il disegno è l’attività originaria e principale del laboratorio di arti visive L’Atelier dell’Errore, nato per i ragazzi della Neuropsichiatria infantile di Reggio Emilia. Il loro immaginario è popolato di organismi estranei a ogni classificazione scientifica, creature che diventano paradigmi e protagonisti di una nuova realtà possibile. Animate da un’energia visionaria e rivoluzionaria, incarnano le paure e le sconfitte di chi li ha disegnati, ma ancor più bisogno di protezione e voglia di riscatto. Il senso ultimo di quest’arte è proprio trasformare una problematicità sociale in ricchezza sociale. Da tutto questo nasce lo spettacolo di stasera, un reading video/performativo con i ragazzi dell’Atelier e testi tratti dalle narrazioni che accompagnano i loro disegni.
 

Sabato 19 Settembre 2020

  • Circolo dei Lettori
  • Ore 11:00
  • Il corpo che vorrei (ma non l’ho mai detto a nessuno)
  • LAB PER ADULTI (da 14 anni in su) con Guido Scarabottolo
  • Con il disegno possiamo inventare le cose, descriverle, rappresentarci come creature fantastiche: con 4 gambe (o anche 8!) se ci piace correre, tante braccia quante le cose che vorremmo fare, mille piedi se ci piacciono le scarpe, un collo lunghissimo se siamo curiosi, magari 3 teste, se non ci basta la nostra,  rami e foglie se amiamo l’ombra.
 

Sabato 19 Settembre 2020

  • Cortile del Broletto
  • Ore 15:30
  • ScaraBocche a Scarabocchi: poesia a suon di labbra
  • LAB PER BAMBINI (6-11 anni) con Giusi Quarenghi
  • Grandi, piccole, spalancate, deformi, spaventose, sdentate, sorridenti, tagliamo da vecchie riviste tutte le bocche che vogliamo e incolliamole agli oggetti più disparati. E per ogni creazione inventiamo un verso poetico… a fior di labbra. Così tutto sarà diverso, come un viaggio in un paese fantastico!
 

Sabato 19 Settembre 2020

  • Loggiato dell'Arengo Ore 16:00
  • Il volto, la migliore superficie del mondo
  • LAB PER BAMBINI (6-11 anni) con Pierpaolo Rovero
  • Esistono sulla terra quasi otto miliardi di volti, ciascuno diverso dagli altri. Eppure, nonostante questa infinita varietà è possibile riconoscere all’istante una singola faccia distinguendola da tutte le altre. Il volto automaticamente si stacca da qualsiasi sfondo e di fatto ci informa sull’unicità di ogni persona. E per questo che si cerca ad ogni costo di salvare la faccia e si ha paura di perderla: ne va della nostra identità. Ma c’è di più. Il volto è anche la parte del corpo più espressiva. Basta la sua visione per consentirci di stabilire una qualche intimità con chi abbiamo di fronte . Entriamo in empatia con un personaggio quando siamo capaci di metterci nei suoi panni. Ecco perché usiamo molto le emoticons nei messaggi: ci aiutano a connetterci con le emozioni di chi scrive.