Fiat Torino Auxilium il grande spettacolo del basket

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Fiat Torino Auxilium il grande spettacolo del basket

 

 

Fiat Torino Auxilium il grande spettacolo del basket

«Il nostro obiettivo è dichiarato: questo è l’anno del salto di qualità, della consacrazione». Non ha dubbi Massimo Feira, amministratore delegato della Fiat Torino Auxilium, che incontriamo a pochi giorni dall’inizio ufficiale del campionato italiano di basket di serie A. È con lui che parliamo delle nuove sfide che attendono la squadra: una squadra rinnovata, più ambiziosa, che ha voglia di vincere e dimostrare le sue capacità. Una squadra che non solo si batterà nei palazzetti italiani, ma che sfiderà alcune tra le più forti società internazionali in gara nell’EuroCup.
Una squadra che porta sugli spalti di tutto il mondo i simboli e i colori di una grande storia, che si coniuga, sulla maglia, con lo storico marchio del title sponsor, Fiat, società che ha segnato profondamente lo sviluppo industriale e culturale della nostra città.

Il filo rosso, o meglio ‘gialloblù’, che lega tutto? Torino, ovviamente, con i suoi cori, i volti e i sogni di grandi e bambini, che sostengono con energia la società cestistica cittadina. «È uno sport seguito da un gran numero di famiglie, abbiamo il palazzetto sempre pieno di nuclei familiari e questo è molto bello, perché significa la presenza di generazioni diverse. È molto alta anche la percentuale di donne e questo genera, di conseguenza, un clima più sereno, diverso da quello che si respira in altri sport.Abbiamo assistito a partite in cui purtroppo siamo stati battuti, eppure la nostra squadra è uscita tra gli applausi perché il pubblico si è divertito.Questa, per me, è la cosa più importante: che si possa offrire a chi viene e paga il biglietto uno spettacolo di grande sport, che faccia stare bene»

Cosa vi aspettate da questa intensa stagione di basket?

«Puntiamo certamente al raggiungimento dei playoff, magari anche con una qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia, e ci piacerebbe moltissimo passare già al primo turno in ambito europeo, così da far vivere più a lungo a tutta la città questo fermento internazionale. Non nascondiamo le difficoltà di una stagione che per la prima volta ci vedrà su due diversi obiettivi, quello nazionale e quello europeo. Dobbiamo verificare se abbiamo la capacità, non solo sportiva ma anche organizzativa, di reggere un impegno che ci porterà da qui a Natale a giocare ben 24 partite con distanze che vanno da Andorra a Brindisi, da Kàzan’ a Capo d’Orlando e così via. È un grande impegno, che però abbiamo voluto consapevolmente per consentire lo sviluppo della squadra e della società ».

Nel periodo estivo, infatti, sono arrivati diversi volti nuovi…

«Sì, sono state fatte scelte importanti, in particolare da parte della famiglia Forni, che è scesa in prima linea nella definizione della squadra, a partire dal nuovo capo allenatore, Luca Bianchi: è stato fortemente voluto da Francesco Forni, che ha assunto la carica di vicepresidente con delega all’area sportiva portando in società il suo know-how nel mondo della pallacanestro…»

Cosa significa, dunque, riportare il basket ai massimi livelli in una città dal passato blasonato come Torino?

«Noi ci sentiamo una piccola parte del patrimonio della città. Pensiamo che Torino sia un luogo dove coesistono grandi squadre che giocano altri sport e pensiamo che sia una città importante dal punto di vista culturale per tutto quello che vi viene realizzato. È una città d’arte ma è anche, e può essere, una città di basket. Abbiamo cercato dall’inizio un rapporto con la città,
con tutte le sue componenti, le istituzioni, le forze sociali, le aziende, perché il nostro desiderio è continuare a rappresentre un’offerta in più per i torinesi, e anche un modo di vivere la città in maniera diversa…
».

2017-10-18T08:43:23+00:00