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#iosonotorino

di Gigi Padovani

1988 – 2018, trent’anni di Torino. Il punto di vista

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della vita cittadina di questi anni, la loro opinione sul passato, sul presente, sul futuro di Torino. Un’occasione per fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrà essere. 

La testimonianza di Gigi Padovani, giornalista, scrittore e gastronomo. Per molti anni è stato in organismi elettivi dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e della FNSI Federazione Nazionale Stampa Italiana, contribuendo alla stesura della Carta di Treviso.

Come ha visto cambiare Torino negli ultimi 30 anni?

Torino ruotava intorno alla Fiat, ora è una metropoli post-industriale con una forte vocazione per il terziario dei servizi. Però oggi appare meno sicura di sé su suo futuro di qualche anno fa: deve capire come svilupparsi, pur avendo cambiato ‘pelle’. È una bella ‘signora’ elegante, in grado di attirare turisti con eventi e mostre.

Torino ruotava intorno alla Fiat, ora è una metropoli post-industriale con una forte vocazione per il terziario dei servizi

Come la immagina nel futuro?

Ha bisogno di nuovi investimenti, nuova linfa: credo manchi un museo del cioccolato. Quando vedo quanti turisti riescono a richiamare dei piccoli musei su Cibo degli Dei come quelli di Barcellona e Bruxelles, mi domando perché a Torino non ci sia un luogo del genere dato che sono nati proprio in questa città grandi i marchi del settore, senza dimenticare la specialità gianduia e i tanti artigiani che l’hanno resa famosa nel mondo. Perché non celebrare questa grande bontà e trasformarla in un richiamo turistico che funzioni? Mi piacerebbe quindi che aprisse uno spazio interattivo nel quale coinvolgere anche i visitatori nelle fasi di produzione del cioccolato. Si confermerebbe così un filone ‘del gusto’, che ha già fatto nascere a Torino fortunatamente catene alimentari di qualità come Eataly e Grom. Ma bisogna avviare investimenti e nuovi progetti.

Un aneddoto degli ultimi 30 anni…

Mi viene in mente il primo Salone del Gusto, dal 29 novembre al 2 dicembre 1996. Nacque da un’idea di Carlin Petrini accolta dal presidente della Regione Enzo Ghigo: ebbe un grandissimo successo, ben oltre le aspettative. Furono organizzati 70 laboratori del gusto il Lingotto da ex fabbrica di automobili divenne vetrina dell’enogastronomia. Credo che quell’evento anticipò la vocazione di Torino di diventare capitale agroalimentare e del turismo gourmet.

 

 

Questa e altre 61 testimonianze

sul numero dei 30 anni di Torino Magazine.

Li ringraziamo tutti, da chi ha premuto più sui tasti del cuore e dell’emozione a chi ha messo l’accento sulle vicende storiche e sui progetti.