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#iosonotorino

di Gian Mesturino

1988 – 2018, trent’anni di Torino. Il punto di vista

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della vita cittadina di questi anni, la loro opinione sul passato, sul presente, sul futuro di Torino. Un’occasione per fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrà essere. 

La testimonianza di Gian Mesturino, architetto, scenografo teatrale, regista e presidente della Fondazione Teatro Nuovo.

Come ha visto cambiare Torino negli ultimi 30 anni?

Sul piano professionale, l’ho vista aprirsi a molte possibilità, crescere prima nell’ampiezza dell’offerta culturale, poi nella consapevolezza di fautori e fruitori e poi nel superamento di questa stessa divisione di ruoli. Dal punto di vista personale, è la città che amo da architetto, da uomo di teatro, da marito, padre, nonno e preside. La città che ho fatto conoscere a stelle del palcoscenico, artisti in formazione, figlie e nipotini e che ho io stesso riscoperto mille volte negli ultimi decenni: amazing nel suo barocco, affascinante e inquietante nell’esplosione del suo Liberty, sinuosa sulle rive dei suoi fiumi, smaliziata nel modernizzarsi, più cosciente e dinamica pur con contraddizioni e nodi non ancora risolti, come succede ai vivi.

Non temo il futuro che, anzi, mi affascina. Come mi affascina la Torino che sarà

Come la immagina nel futuro?

Il futuro sono i giovani talenti di oggi nell’arte, nella scienza, in ogni campo del sapere, dell’agire e dell’essere. Quindi, come mi ha insegnato Germana, non temo il futuro che, anzi, mi affascina. Come mi affascina la Torino che sarà. La immagino pullulante di aree riqualificate e reinventate, capace di valorizzare l’impegno chi si è battuto per dare continuità al molto di buono che c’era e c’è e ci sarà e capace di generare dialoghi nuovi e sempre più veri.

Un aneddoto degli ultimi 30 anni…

C’è! Ed è in 4, appassionanti tempi. 20 anni fa: rivedo studenti, docenti, tecnici del teatro e tutti noi con i banchi di scuola sulla testa entrare nella nuova sede al Teatro Nuovo! Sì, stiamo inaugurando, inseguendo i tempi burocratici di ‘insediamento’, il 1° Liceo per Danzatori, il Liceo Teatro Nuovo, che sarà progetto pilota a livello nazionale. 2014: gli studenti raccolgono le firme e scrivono una lettera al Miur. Chiedono che il Liceo Coreutico e Teatrale porti il nome della loro guida e ‘compagna di banco’, Germana Erba. 30 anni fa: ecco appunto Germana coi riccioli ribelli, un’intelligenza inclusiva e visionaria e un sogno che è priorità di vita. Dare dignità alle materie dello spettacolo come strumenti di formazione e di prevenzione, anche a livello di istruzione scolastica di secondo grado. Oggi: i molti diplomati del Liceo per Danzatori e Attori sono attivi in tutto il mondo, testimonial di un progetto formativo di eccellenza e gli oltre 150 studenti di questo anno scolastico sono, come ogni anno, i più fantastici di sempre!

 

 

Questa e altre 61 testimonianze

sul numero dei 30 anni di Torino Magazine.

Li ringraziamo tutti, da chi ha premuto più sui tasti del cuore e dell’emozione a chi ha messo l’accento sulle vicende storiche e sui progetti.