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#iosonotorino

di Giuseppe Culicchia

1988 – 2018, trent’anni di Torino. Il punto di vista

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della vita cittadina di questi anni, la loro opinione sul passato, sul presente, sul futuro di Torino. Un’occasione per fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrà essere. 

La testimonianza di Giuseppe Culicchia, scrittore, saggista e traduttore, vincitore dei Premi Montblanc e Grinzane Cavour.

Come ha visto cambiare Torino negli ultimi 30 anni?

Ricordo una Torino che appena azzardava a lasciarsi alle spalle l’idea di costruire presente e futuro sulla fabbrica, e che cominciava faticosamente a immaginarsi come qualcosa di diverso. Probabilmente non avremo più un’identità così univoca e forte. Potremo diventare una città su misura per gli studenti, attrarre giovani dal resto del paese, dall’Europa e dal mondo; dovremo puntare sulla formazione e sulla produzione di idee, sulla ricerca, tutte cose che fanno parte della nostra storia e che quindi avrebbe senso perseguire. È un percorso già avviato da realtà come il Politecnico, riconosciuto come luogo in cui lo studio è a livelli altissimi. Sarebbe bello se questo approccio si diffondesse anche in altre realtà.

Non credo che il futuro di Torino passi attraverso gli eventi, ma attraverso qualcosa di più stabile e duraturo

Come la immagina nel futuro?

Torino, come tutto il paese, sta invecchiando: è allineata all’età media – avanzata – della nazione. Non credo che il futuro di Torino passi attraverso gli eventi, ma attraverso qualcosa di più stabile e duraturo.

Un aneddoto degli ultimi 30 anni…

Ciò che più mi fa piacere è riscontrare da chi viene da fuori una sorpresa positiva nei confronti della nostra città. A Torino prima non si veniva per visitarla ma perché si cercava lavoro. Con ‘Torino è casa mia’ posso dire di aver fatto nel mio piccolo qualcosa per far conoscere un’altra Torino.

 

 

Questa e altre 61 testimonianze

sul numero dei 30 anni di Torino Magazine.

Li ringraziamo tutti, da chi ha premuto più sui tasti del cuore e dell’emozione a chi ha messo l’accento sulle vicende storiche e sui progetti.