È tornato al cinema sua maestà Ridley Scott con The Dog Stars – Le stelle dopo la fine, ultima fatica cinematografica di questo regista leggendario e, ormai, quasi novantenne (elemento che ha avuto un peso non banale nella nostra recensione). Dunque Scott torna in sala… e noi non potevamo che andare a trovarlo!
Un po’ di trama. The Dog Stars è ambientato in un futuro distopico in cui l’umanità è stata spazzata via quasi del tutto da un’epidemia non ben identificata. I pochi sopravvissuti un po’ si fanno gli affari loro e un po’ si uccidono vicendevolmente. In questo simpatico scenario conosciamo Hig (Jacob Elordi) e Bangley (Josh Brolin) che vivono difendendosi e provando a costruire un po’ di “normalità” in mezzo alle montagne. Per una serie di avvenimenti più o meno voluti incontreranno poi Cima (Margaret Qualley) e suo padre Jack (Guy Pearce), e di lì svariate peripezie, fino a un finale un po’ a tarallucci e vino che non vi spoileriamo troppo…
Per parlare di The Dog Stars bisogna partire da un presupposto: non è un gran film, ma anzi una pellicola piena di difetti (anche tecnici) che critica e pubblico stanno demolendo… eppure a noi è piaciuto.
Ci spieghiamo meglio: Scott racconta (a volte con delle inquadrature magnifiche, specialmente in volo) un pianeta che sembra aver spazzato via la propria componente umana, in ogni senso, sia dal punto di vista del numero effettivo degli umani viventi, sia da quello di un certo modello di civiltà. La Terra è dura, verde, pericolosa, priva di ogni forma di speranza. L’umanità “vecchia”, impersonata in parte da Brolin e Pearce, è disillusa, arresa, priva di ogni scintilla propositiva, oppure è semplicemente impazzita e imbestialita.
In tutto questo oblio, Hig e Cima sono giovani, feriti, sanguinanti… ma nonostante ciò trovano ancora la forza di sperare, di credere, di fidarsi e, seppur con gran fatica, di amarsi. A modo loro, ovviamente, e contestualizzati nella loro distopia.
È veramente dolce il modo in cui Scott tratta i suoi giovani e la gioventù in generale; va bene, a volte sembra che li guardi e non capisca più niente, la notte diventa giorno e i dialoghi sembrano scritti mentre si fa altro… Però per quella dolcezza, per quella voglia di amare a prescindere, gli si perdona un po’ tutto a Ridley. Un quasi novantenne che osserva un’umanità demolita, decisamente sul proprio viale del tramonto, ma che comunque trova nei giovani un inestinguibile desiderio di prendersi cura dell’altro… scusateci ma un po’ ci ha commosso.
Dunque, The Dog Stars è un film ampiamente imperfetto, con dei bravissimi attori non proprio ben gestiti e tante scelte tecniche perlomeno bizzarre… In compenso è dolcemente fuori tempo massimo, paradossalmente delicato, irrimediabilmente romantico di un romanticismo vecchio e un po’ malandato che comunque ci ha acceso un pezzettino di cuore. Voto: 7-.