L’arte di Toulouse-Lautrec illumina Torino

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L’arte di Toulouse-Lautrec illumina Torino

L’amore, la vita, Parigi: l’arte di Toulouse-Lautrec illumina Torino

I colori degli abiti delle ballerine di can-can, la vitalità di musicisti e artisti di cabaret, l’effimera eleganza della nobiltà parigina di fine Ottocento, gli sguardi intensi, le movenze disinibite e spontanee delle protagoniste femminili. Il volto, imperfetto, della Belle Époque, tra caffè-concerto, cabaret, vita di campagna e maison close. È la Parigi di fine secolo vissuta, amata e raccontata da Toulouse-Lautrec in litografie, manifesti pubblicitari, disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali. Scene incredibili di una società estremamente vitale, di cui l’artista ci ha regalato un ritratto reale, diretto, a volte intimo e altre ironico, con le sue luci e ombre impresse anche attraverso innovative ricerche espressive.

Momenti di vita parigina che ha saputo cogliere non solo come spettatore e testimone, ma anche e soprattutto come protagonista.
Ed è proprio alla sua arte che è dedicata una grande retrospettiva, ora ospitata a Palazzo Chiablese, organizzata da Musei Reali di Torino e Arthemisia Group. Un percorso affascinante, che si dipana attraverso circa 170 opere, provenienti dalla collezione dell’Herakleidon Museum di Atene, per approfondire l’epoca e la figura di Henri de Toulouse-Lautrec: l’artista bohémien oggi considerato il più grande creatore di manifesti e stampe tra il XIX e il XX secolo.

«Dipingo le cose come stanno. Io non commento. Io registro»

Rampollo di un’antica famiglia aristocratica, abbandona la vita da gentiluomo per trasferirsi a Parigi e diventare pittore. Nonostante i suoi limiti fisici – soffriva di una malattia genetica che ne aveva fermato la crescita a poco più di un metro e mezzo di altezza, con gambe piuttosto corte e problemi alla parola – trova la sua libertà lontano dai raffinati salotti della nobiltà. Incarnazione dello spirito bohémien e dell’artista tormentato, non fa fatica a inserirsi nella Ville Lumière riscoprendo nei locali e nei luoghi della fervente vita notturna parigina un rifugio e una fonte di ispirazione.

«Quando la mia matita si muove bisogna lasciarla andare. Niente di più»

L’esposizione si articola in dieci sezioni tematiche – utili a comprendere il rapporto con i cambiamenti storici e sociali di Parigi a cavallo tra Ottocento e Novecento – che indagano l’artista attraverso i suoi temi preferiti e le sue attitudini. La mostra si distingue per un allestimento particolarmente curato: giungendo in alcune sale vi sembrerà di varcare la soglia di un bistrot di Montmartre con i tavolini sulla piazza e tante piccole luci, oppure di entrare in una tipica stanza da letto dell’epoca o, ancora, di scoprire nei dettagli il processo litografico utilizzato dallo stesso Toulouse-Lautrec.

«L’amore è un’altra cosa»

L’ultima sala è dedicata all’universo femminile. Abbiamo visto come Toulouse-Lautrec ci abbia immerso in un mondo vitale tra cantanti, attrici e volti della nobiltà, ma in alcune sue opere si è spinto maggiormente in profondità, scorgendo qualcosa in più: il lato intimo e intenso di donne sole, silenziose, ritratte nella loro piena e semplice bellezza, senza intenzioni caricaturali o vignettistiche, alle prese con la quotidianità tra solitudine, nostalgia, passioni represse e riflessioni.

2017-05-23T08:25:17+00:00