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Pareri dei Lettori

Lia Pascaniuc

Figlia d’arte, nasce a Marginea in Romania nel 1981, dove studia Arte e mestieri contemporanei. All’età di 16 anni si trasferisce a Torino e qui prosegue i suoi studi in ambito economico e giuridico, con una tesi sulla tutela pubblica dei beni artistici di proprietà privata. L’innata creatività la porta a intraprendere la carriera di visual artist, focalizzandosi sui valori della sostenibilità e dell’ecologia. La sua ricerca artistica, basata su solidi studi scientifici, interseca la filosofia di Zygmunt Bauman – che ha conosciuto personalmente – per dare vita a progetti come ‘Vita liquida’, dove l’acqua e il mondo sottomarino sono i protagonisti assoluti. Ama mixare mezzi espressivi classici e moderni, come la tecnologia ologrammatica. Per lei, l’arte e la cucina non sono poi così dissimili.

Consiglia

«Come nella mia attività artistica ricerco il contatto con la natura, anche nella cucina prediligo il legame con il territorio. A pranzo opto spesso per Chiodi Latini, in via San Quintino: la cucina è creativa e l'ambiente, piacevole e curato nei dettagli, appaga l'occhio. Ritengo fondamentale che un locale abbia un'identità forte e, per questo, non rinuncio a un caffè negli storici Caffè Platti o Caffè Baratti. Mi piace anche Spazio7, dove la location e lo chef stellato Alessandro Mecca integrano con successo arte e cucina di livello – la stessa caffetteria, ad esempio, è progettata da Rudolf Stingel – Da provare Guido da Costigliole a Santo Stefano Belbo, nelle antiche cantine del monastero che oggi ospita il Relais San Maurizio, un bel connubio tra arte, territorio e ricerca enogastronomica».