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Cultura

‘Face to Face. L’arte contro i pregiudizi’ al Museo Cesare Lombroso

Al Museo di Antropologia Criminale una mostra per sfatare il mito: «Ha la faccia da delinquente»

Stanti le misure per fronteggiare l'emergenza Covid19 in continuo aggiornamento, consigliamo di verificare che gli eventi/mostre siano effettivamente confermati, anche rispetto a date e modalità di svolgimento

Quante volte abbiamo sentito ripetere questa frase o, forse, siamo stati noi stessi a pronunciarla: ma se ci trovassimo di fronte a un 'criminale', saremmo realmente in grado di riconoscerne il volto? È per sfatare i pre-giudizi che il Museo di Antropologia Criminale 'Cesare Lombroso' ospita Face To Face – L'arte contro il pregiudizio, mostra fotografica di Davide Dutto figlia dell'omonimo progetto lanciato nel 2015 con l'Associazione Sapori Reclusi.

Possiamo dire chi è il carcerato e chi non lo è? Chi tra loro ha la 'faccia da delinquente'? Ecco il pre-giudizio, il giudicare prima di conoscere. Ma l’aspetto fisico delle persone può dirci qualcosa sulla loro pericolosità?

Se lo era domandato lo stesso Lombroso, fondatore dell’antropologia criminale che tra la seconda metà dell’800 e i primi del ‘900 raccolse molte fotografie e diversi materiali  a suo giudizio 'utili' a dimostrare il nesso tra le caratteristiche fisiche degli individui e la loro predisposizione biologica al crimine. Una correlazione che, però, non è mai stata provata scientificamente.

Gli scatti esposti sono frutto di uno studio effettuato tra le carceri e i materiali custoditi all'interno del polo culturale e ritraggono uomini e donne, detenuti e non, immortalati su sfondo bianco, per riproporre la medesima ambientazione dei ritratti d'archivio. Un utile sforzo di riflessione e approfondimento sul proprio modo di guardare il mondo.

Richiesta prenotazione telefonica al numero 011.6708195.