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“MOTUS. Preistoria dell’Automobile” al MAUTO

MOTUS è una mostra che include tredici modelli funzionanti in 3D che hanno rappresentato una novità nella ricerca del movimento autonomo da parte dell’uomo, e installazioni multimediali.

MOTUS. Preistoria dell’Automobile, presentato per la prima volta al MAUTO - Museo Nazionale dell’Automobile, è un percorso espositivo - dalle civiltà antiche, greca ed egizia, all’Europa e all’America della Rivoluzione Industriale, attraverso il Rinascimento - che include tredici modelli funzionanti, realizzati in 3D, che hanno rappresentato una novità nella ricerca del movimento autonomo da parte dell’uomo, e installazioni multimediali. I prototipi esposti sono tutti accomunati dal fatto di non aver bisogno di forze esterne per muoversi.

La mostra nasce da un’idea del Museo Galileo di Firenze e del Museo del Sidecar di Cingoli (Macerata), è curata da Giovanni Di Pasquale - storico della scienza e della tecnologia antiche e vicedirettore scientifico del Museo Galileo - e da Costantino Frontalini - direttore del Museo del Sidecar - ed è coprodotta dal Museo Galileo e Civita Mostre e Musei in collaborazione con il MAUTO.

«L’accurata ricerca documentale e la precisa ricostruzione degli artefatti sono princìpi su cui il MAUTO fonda la propria filosofia di approccio alla conservazione al restauro, e sono stati motivo essenziale per l’adesione del nostro museo al progetto Motus, frutto di una inedita collaborazione tra il Museo Galileo, il Museo del Sidecar, il MAUTO e Civita. L'intero sistema industriale legato all’automobile sta cambiando molto rapidamente sotto le spinte della tutela ambientale e della ricerca di nuove fonti energetiche; in questo contesto, la conoscenza della storia può essere strumento e fonte di ispirazione per le nuove generazioni che devono progettare la loro vita futura» dichiara Mariella Mengozzi direttore del MAUTO.

I tredici oggetti esposti, di cui undici realizzati dal Museo del Sidecar e due esemplari originali, sono tutti funzionanti, realizzati con cura nei minimi dettagli, con il metodo utilizzato dell’archeologia sperimentale, che si avvale delle tecniche e dei materiali del periodo storico in cui i veicoli sono stati progettati.

Gli oggetti in mostra si dividono in tre gruppi:

  • i veicoli automobili con un meccanismo all’interno che ne consente il movimento
  • i mezzi che potrebbero considerarsi automobili non si muovono grazie a forze esterne, ma hanno bisogno dell’assistenza costante dell’uomo
  • i veicoli ibridi che possono spostarsi sia con l’energia motrice fornita dall’uomo che grazie a un meccanismo proprio della macchina.

La mostra è corredata da un catalogo illustrato, pubblicato in edizione italiana e inglese da Silvana Editoriale.

Per maggiori informazioni: sito.