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Mostra

“Dasein” alla galleria Febo e Dafne

Dasein è la mostra personale di Diego Dominici che indaga l'evoluzione dell'approccio fotografico dell'artista cogliendone le profonde narrazioni e svelando l'intricata psiche umana.

Alla galleria Febo e Dafne, in occasione dell'iniziativa Torino Photo Days, viene inaugurata Dasein, la mostra personale di Diego Dominici che indaga il percorso di ricerca fotografica dell'artista attraverso la selezione di alcune sue opere tra le più rappresentative degli ultimi diciott'anni. L'esposizione mette in mostra l'evoluzione dell'approccio fotografico di Dominici cogliendone le profonde narrazioni e svelando l'intricata psiche umana. Il fotografo, attraverso una personale interpretazione artistica, rappresenta lo spettro dell’animo umano nei suoi aspetti più comuni e in quelli più intimi e inquieti.

La mostra include le serie fotografiche:

  • Atman, un progetto che racconta problemi di comunicazione e di relazione, di distanza e isolamento, di accettazione e volontà di reagire, attraverso l'utilizzo di filtri fisici (vetri, pannelli e vari materiali plastici) per fotografare diversi soggetti;
  • Plastic, i soggetti condividono lo spazio scenografico con la plastica che li fagocita e sommerge, una denuncia all’eccessiva presenza della plastica nella vita quotidiana e all’incapacità di riconoscerne la minaccia ambientale;
  • Red Clouds, partendo dall'analisi di aria e cielo, le nuvole diventano superfici stilizzate e geometriche, tracciando invisibili confini nel mondo umano;
  • Ater - Sail into the black. A journey through color. Black, momenti, sentimenti e visioni rappresentate attraverso il colore nero e le sue sfumature, una critica al mondo contemporaneo, indifferente all’ambiente e privo di valori etici e morali;
  • Parafilia (para=oltre e filia=amore), maschere che rappresentano l'incapacità di comunicare con se stessi e con gli altri, provocando una divisione tra ciò che appare e ciò che si è realmente ma creando, in contemporanea, comunità perché ciascuno è rappresentato con la stessa maschera;
  • Unbody Project, la corporeità viene trasformata in mero espediente estetico, viene fotografata la forma e indagata la superficie, ma senza interrogare l’essenza.

In via eccezionale, la galleria rimane aperta il 24 maggio per due visite guidate con l'artista e il 27 maggio per un talk sull’uso della fotografia tra arte e reportage.

Per maggiori informazioni: sito.