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Cultura

Il ‘San Giovanni Battista’ di Caravaggio ai Musei Reali

Direttamente dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, il capolavoro antico troneggia ora nella Galleria Sabauda

Stanti le misure per fronteggiare l'emergenza Covid19 in continuo aggiornamento, consigliamo di verificare che gli eventi/mostre siano effettivamente confermati, anche rispetto a date e modalità di svolgimento

Le sale dedicate ai pittori caravaggeschi della Galleria Sabauda danno il benvenuto ad un ospite illustre, scortato ai Musei Reali di Torino dal Corpo dei Carabinieri in data 24 febbraio: è il San Giovanni Battista di Caravaggio che, fino al termine di maggio, sarà di casa nella Galleria Sabauda, location di un'ulteriore mostra dedicata all'influenza raffaelita in territorio piemontese (Sulle tracce di Raffaello nelle collezioni sabaude).

La mostra-dossier permetterà di presentare al pubblico uno dei capolavori del pittore che con il suo linguaggio rivoluzionario seppe cambiare il corso della storia dell’arte

Caravaggio, uno dei pittori più celebrati e amati di ogni tempo, con il suo stile audace e innovatore sperimenta nei primi anni del 1600 nuove composizioni di soggetto sacro e profano, popolate da personaggi raffigurati nell’immediatezza della loro umanità e arricchite da frammenti di natura morta. Tra queste si colloca anche il San Giovanni che raffigura 'il Battista', uno dei santi più venerati dalle chiese cristiane, asceta spesso considerato come l’ultimo dei Profeti. Caravaggio lo mostra ancora adolescente, in un momento di riposo nel deserto, dove trascorse gran parte della sua esistenza. La figura, avvolta in un mantello rosso, emerge dall’oscurità, il volto in penombra e le mani indurite dal sole, lo sguardo schivo e malinconico rivolto al buio oltre la cornice, come sorpreso da una misteriosa presenza. Accanto, gli oggetti che ne qualificano l’identità: la croce di canne e la ciotola per i battesimi.

L'opera, realizzata tra il 1604 e il 1606, proviene da Roma dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica grazie a uno scambio promosso dalle direzioni dei due musei in occasione della mostra L’ora dello spettatore. Come le immagini ci usano (Roma, Palazzo Barberini, dal 2 dicembre 2020 al 5 aprile 2021). L’esposizione romana accoglie infatti nel suo percorso la rarissima tavola 'La Passione di Torino' di Hans Memling, raffigurante la Passione di Cristo, conservata proprio all'interno della Galleria Sabauda. Enrica Pagella, che ne è la direttrice, ha dichiarato: «L’emergenza che abbiamo vissuto e che stiamo tuttora vivendo ha evidenziato la necessità di offrire al pubblico proposte culturali inedite, misurate sulle attuali esigenze di fruizione e di sostenibilità, sviluppate anche in collaborazione con altre realtà nazionali».

Il progetto è sostenuto dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e da Reale Mutua. Ingresso intero: 15 € / ridotto: 2 € / gratuito sotto i 18 anni. Biglietti acquistabili sul sito.


Leggi l'intervista a Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali di Torino. Clicca qui