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Cultura

Lo sguardo dell’antropologo al Museo Egizio

Un nuovo allestimento per esplorare le connessioni tra egittologia ed antropologia



Dopo la riapertura al pubblico delle proprie sale, il Museo Egizio riprende la sua attività espositiva con una mostra che celebra il connubio tra due discipline, due poli museali. 'Lo sguardo dell'antropologo. Connessioni con il Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino' mette in dialogo i mondi dell'egittologia e dell'antropologia, proponendo al contempo una riflessione sulla percezione e sulla classificazione de 'gli altri' all'interno della cultura scientifica europea tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX.

«Questa mostra esprime appieno la centralità dell’attività di ricerca nel nostro lavoro quotidiano: antropologia ed archeologia sono due discipline che camminano fianco a fianco per studiare e comprendere l’uomo, la sua cultura materiale» spiega Christian Greco, direttore del Museo Egizio.

L'esposizione svela al pubblico una quarantina di oggetti rappresentativi delle culture extraeuropee e dell’antico Egitto in gran parte provenienti dalle collezioni etnografiche del MAET, rimasto chiuso al pubblico dal 1984: «Con questa operazione – spiega Greco – vogliamo offrire una finestra al Museo di Antropologia, purtroppo chiuso al pubblico, creando una connessione che racconta una pagina importante della storia della nostra collezione».

Punta di diamante dei reperti esposti, una mummia di una giovane donna vestita da una tunica finemente plissettata, proveniente dal sito archeologico di Gebelein, il cui restauro è stato da poco concluso presso il Centro Conservazione e Restauro 'La Venaria Reale'.

L'evento si svolge nel pieno rispetto delle norme imposte dall'emergenza sanitaria.