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“Sono Altro, Sono Altrove” a Palazzo Lascaris

A Palazzo Lascaris un’esposizione di Outsider Art, Art Brut e Arte Irregolare che esprime personalità originali e indipendenti, talvolta nate come elaborazione di un trauma, da una condizione di fragilità o da uno stato mentale.

A Palazzo Lascaris la mostra intitolata Sono Altro, Sono Altrove, un’esposizione di Outsider Art, Art Brut e Arte Irregolare che non segue formazioni accademiche, ma esprime personalità originali e indipendenti e talvolta nasce come elaborazione di un trauma, da una condizione di fragilità o da uno stato mentale.

Le 20 opere, di 7 artisti differenti più una grande opera collettiva, abbracciano temi ed utilizzano tecniche differenti tra loro. L’impatto visivo principale è dato dalla grande installazione interattiva Centosettantaperottanta | What comes first? di Sara Conforti: un tavolo con 70 taccuini Moleskine scritti da altrettante donne durante il periodo di lockdown e una serie di fotografie a documentazione del progetto appese alle pareti.

La mostra, curata di Tea Taramino, Marzia Capannolo e Roberto Mastroianni, fa emergere un’arte significativa, ai margini di quella ufficiale, con un importante allargamento di senso conferito dal progetto europeo DEEP ACTS - Developing Emotional Education Pathways and Art Centered Therapy Services against gender violence, indirizzato al contrasto della violenza di genere, attuato grazie a una partnership internazionale composta da diverse realtà europee, il cui obiettivo è offrire metodi innovativi e strumenti di lavoro specifici, con l'uso dell'arteterapia e dell'educazione emozionale.

Ad annunciare la mostra un video sul percorso virtuale Brut’Incontri, seguita da: una grande opera pittorica di Carlo Cattaneo, e la sua casa a Cavaglio d’Agogna,  in cui tutte le pareti interne sono state affrescate e disegnate dall’autore, in un video di Pietro Perotti; i dipinti di Cosimo Cavallo (alias Fabio Elettroni) con apparizioni di umanoidi alieni; le fotografie degli abiti di seconda mano di Sabine Delafon; le sculture fantascientifiche di Massimo Mancini; i paesaggi di chiesette dipinti di Francesco Rusinà; le figure fantastiche dell’ingegnera iraniana Samaneh Atef.

Queste opere così insolite invitano a rivolgere lo sguardo a ciò che sembra altro e a cercare patrimoni artistici nascosti in un altrove distante dalle consuete rotte culturali.