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#iosonotorino

di Paolo Giordano

1988 – 2018, trent’anni di Torino. Il punto di vista

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della vita cittadina di questi anni, la loro opinione sul passato, sul presente, sul futuro di Torino. Un’occasione per fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrà essere. 

La testimonianza di Paolo Giordano, fisico, giornalista e scrittore italiano vincitore del Premio Strega 2008 con il bestseller ‘La solitudine dei numeri primi’.

Come ha visto cambiare Torino negli ultimi 30 anni?

Per una questione di età ricordo bene gli ultimi venti/quindici anni e questo mi ha risparmiato il periodo della Torino più immobile. Negli anni Novanta ho vissuto benissimo, ho sentito le Olimpiadi come un’apice dello sviluppo della nostra città e ora avverto invece un rallentamento. Credo però coincida anche con la crescita personale, gli interessi cambiano. A breve mi trasferirò a Roma e più si avvicina quel momento più riaffiora in me il grande attaccamento verso la mia città. Torino è un punto di partenza anche nel mio ultimo romanzo. 

Negli anni Novanta ho vissuto benissimo con le Olimpiadi come un'apice dello sviluppo della città e ora avverto invece un rallentamento.

Come la immagina nel futuro?

Non sono bravissimo a immaginare il futuro delle cose, io ho scelto di abitare in corso Mediterraneo perché è una delle zone più avveniristiche della città e se penso al domani mi immagino quel luogo.

Un aneddoto degli ultimi 30 anni…

Sono sempre stato un grande fanatico di musica, e quand’ero più piccolo compravo spesso i dischi da Maschio, in piazza Castello. La sua chiusura è stato uno dei sintomi del cambiamento della città secondo me. Pochi anni fa, però, cambiando zona ho scoperto un altro negozio, BackDoor dove acquistare vinili e dischi. Lì ho ritrovato me stesso e ho ritrovato un luogo che mi era mancato. A volte si pensa di aver visto tutto della proprio città, di averla esaurita, invece spesso basta modificare i propri percorsi…

 

 

Questa e altre 61 testimonianze

sul numero dei 30 anni di Torino Magazine.

Li ringraziamo tutti, da chi ha premuto più sui tasti del cuore e dell’emozione a chi ha messo l’accento sulle vicende storiche e sui progetti.

 


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