Ci sono le pesche con i funghi, una faraona che è anche faraone, un giardino adagiato su un fiume, un locale tutto verde ma in mezzo alla città e una bacheca di vini che raccontano il mondo… Insomma c’è un nuovo Speciale Food Estate 2025. O meglio una terza parte dello Speciale: per l’esperienza completa vi suggeriamo di leggervi anche Carpe Diem, un’epopea dedicata alla cucina di mare, e la nostra Indagine su un aperitivo al di sopra di ogni sospetto (trovate tutto nei Percorsi gourmet e ovviamente sulla rivista in edicola).
Senza perdere però ulteriore tempo, dedichiamoci alla narrazione degli approfondimenti di gusto di questo numero: quattro ristoranti e un’enoteca, 4 + 1 idee di mondo, diverse ma affini, riassunte in piatti ed etichette. Partiamo!
La Taverna Frà Fiusch (via Beria, 32 – Moncalieri)
Chef Ugo Fontanone in estate (che non è la sua stagione preferita, così, se vi interessa la nota) gioca con uno dei suoi grandi classici e ci porta in dote pesche e porcini. Un piatto che è ogni volta una piccola, grande rivoluzione, un gesto di cucina anarco-emotiva che collega futuro e passato, tradizione e azzardo, e alla fine risulta semplicemente ganzissimo. Come buona parte del menu di questa Taverna, consigliata in ogni stagione, quindi ovviamente anche in estate. Menzione d’onore ai funghi che sono e saranno: noi abbiamo già l’acquolina!

Ca’ Mia – Casa Albano (strada Revigliasco, 138 – Moncalieri)
Nuovo dehors, solita cucina per Ca’ Mia. Che poi “solita” da Ca’ Mia significa tutto e niente, dato che il menu varia ogni due mesi ed è costantemente un gioco tra ciò che ti aspetti e che non ti aspetti, tra ricette semi tradizionali e tiri al rilancio. In cucina Marco Albano, Davide Tedesco e tutta la brigata si divertono in ogni stagione, consegnandoci piatti sempre affascinanti. Best assaggio di questa tornata: la suprema di faraona arrosto alle erbe con caponatina di verdure. Una magia estetica e gustativa. Secondo micro fuoriporta da avere in agenda.

Maxelâ (viale Virgilio 25 – Torino)
Si torna prepotentemente a casa, anzi nella meravigliosa porzione di flora dentro al parco del Valentino, per fare tappa da Maxelâ. Abbiamo già conosciuto questo posto: è una delle più interessanti novità in città, un locale vivissimo e aperto buona parte del giorno, che unisce divertimento e ottima cucina. Noi questa volta ci siamo concentrati molto su quest’ultima, e in particolare su una brigata giovane e brillante. Due highlights: caciocavallo in crosta di corn flakes con frutti rossi e il cult della battuta di fassona “rivisitata”. Esplorate l’universo gastronomico firmato Maxelâ.

Gerla Green (corso Vittorio Emanuele II, 78 – Torino)
A proposito di novità, ci siamo fatti incuriosire da questa nuova proposta by Gerla 1927, ovvero Gerla Green. Cos’è? Anzitutto un esperimento: può una realtà come Gerla sposare un’identità green, sostenibile, vegetariana… e portarla avanti con determinazione? La risposta è sì e Gerla Green lo sta dimostrando fin dai primi giorni di apertura. L’offerta food è molto varia e accomunata dai principi di cui sopra, troviamo quindi: polpette di zucca, hummus di barbabietola, burger vegetali, poke vegetariani, estratti… Sembra il manuale dell’hipster a tavola e nonostante qualche iniziale perplessità ci ha convinto. A voi la prova del nove.

Baccanera (via Tiziano Vecellio, 40 – Torino)
Ultima fermata: Baccanera. Anche qui parliamo di un’apertura davvero recente, ma soprattutto di un’enoteca-vineria che un po’ mancava in città e ci ha fin da subito convinti per un fattore. Quale? Il desiderio di esplorare. Ci spieghiamo: viviamo un momento storico in cui la scelta delle etichette è particolarmente dettata da mode ed esigenze del mercato; chiaro è sempre un po’ stato così, ma per noi gastronauti la ricerca è tutto. Da Baccanera fanno esattamente questo: ricercano vini interessanti dal Piemonte al Cile, fino all’Australia, per poi tornare in Trentino… E il risultato è una selezione da non perdere. Ci voleva!

