Classe 1966, torinese, è imprenditrice nella società di famiglia, Eredi Campidonico SPA del Gruppo Campidonico, che con 70 dipendenti e 143 milioni di fatturato opera nel settore dell’energia elettrica, anche green. Collabora inoltre con la ONLUS My Name Is Help, nata per migliorare e sostenere il livello di istruzione dei bambini orfani di Watamu, in Kenya, e dei villaggi limitrofi. Ama scattare fotografie: sia all’estero che a Torino, gira con la sua Nikon D5600 sempre in borsa. Tra le sue passioni c’è anche la cucina, le piace stare ai fornelli, si definisce una brava cuoca e sforna pane fatto in casa a doppia lievitazione: normale, ai cinque cereali, con le noci, ai porri o al basilico, dipende dall’ispirazione del momento.
«Quando sono fuori casa, preferisco locali giovani con buone cantine e chef altrettanto freschi: ritengo che le nuove generazioni, tanto bistrattate, siano fonte di sorprese straordinarie, culinarie e non. Amo mangiare con gli amici in un’atmosfera rilassata, dove il centro dell’attenzione non è il cliente, bensì il piatto. Ho trovato delizioso Razzo, in via Andrea Doria 17/F, dove ho mangiato un’ottima salsiccia di seppia con crema di patate. I vini sono artigianali e il personale preparato ma non invadente. Anche il Luogo Divino di via San Massimo 13 è un ristorante in cui vado volentieri, il menù varia spesso e propone portate sfiziose, abbinate a vini naturali, proposti da un giovane sommelier molto preparato. Sì anche alla cucina giapponese: scelgo quasi sempre Shizen in viale Thovez 6, dove ordino carpaccio di branzino con salsa di acciughe e melograno».
