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#iosonotorino

di Steve Della Casa

1988 – 2018, trent’anni di Torino. Il punto di vista

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della vita cittadina di questi anni, la loro opinione sul passato, sul presente, sul futuro di Torino. Un’occasione per fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrà essere. 

La testimonianza di Steve Della Casa, critico cinematografico e autore radiofonico, tra i fondatori del Torino Film Festival (che ha diretto fino al 2002), direttore del Roma Fiction Fest (dal 2007 al 2013), presidente della Film Commission Torino Piemonte (fino al 2013) e direttore del Festival Sottodiciotto.

Come ha visto cambiare Torino negli ultimi 30 anni?

Ho visto una città dormitorio trasformarsi in una città meta di turismo. Questo è il cambiamento più importante, non era scontato. A inizio anni Ottanta sembrava una città fantasma.

Ho visto una città dormitorio trasformarsi in una città meta di turismo. Questo è il cambiamento più importante, non era scontato

Come la immagina nel futuro?

Non lo so. Siamo in un momento di svolta, può andare tutto molto bene o molto male. Le probabilità sono 50 e 50.

Un aneddoto degli ultimi 30 anni…

Quando John Milius venne a Torino nel 2002. Io ero il direttore del TFF, gli dedicammo una personale. Volle fare un giro della città, il numero di ‘Wow!’ che pronunciò fu elevatissimo. E anche quando nel 2008 Sorrentino girò da noi ‘Il divo’. Io ero presidente della Film Commission, facemmo anche con lui un giro della città e in quel caso l’interiezione più frequente fu «Però…».

 

 

Questa e altre 61 testimonianze

sul numero dei 30 anni di Torino Magazine.

Li ringraziamo tutti, da chi ha premuto più sui tasti del cuore e dell’emozione a chi ha messo l’accento sulle vicende storiche e sui progetti.

 


«E se si innescasse un cortocircuito?»
Leggi l’opinione di Steve Della Casa, maggio 2020