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#iosonotorino

di Ugo Nespolo

1988 – 2018, trent’anni di Torino. Il punto di vista

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della vita cittadina di questi anni, la loro opinione sul passato, sul presente, sul futuro di Torino. Un’occasione per fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrà essere. 

La testimonianza di Ugo Nespolo, artista eclettico che dai tardi anni Sessanta ha spaziato tra arte povera e cultura pop.

Come ha visto cambiare Torino negli ultimi 30 anni?

Per una serie di ragioni che tutti sanno Torino è cambiata in tanti aspetti, anche umanisticamente. Devo riconoscere però che negli anni passati c’era una maggiore vivacità culturale oltre a un’attività di ricerca molto più intensa che oggi ha subito una perdita. Culturalmente, quindi, mi sento di dire che non c’è paragone, ma per quanto riguarda l’urbanistica è nettamente migliorata.

Difficile da prevedere, ma credo che Torino dovrà avere il coraggio di valorizzare le persone di qualità che troppo spesso ormai vanno via

Come la immagina nel futuro?

Il futuro non è separato dal resto che ci circonda, dall’Europa e dal mondo. Difficile da prevedere, ma credo che Torino dovrà avere il coraggio di valorizzare le persone di qualità che troppo spesso ormai vanno via ed è chiaro che se non farà così sarà destinata a soffrire sempre più. Non vedo grandi premesse per un quadro più ottimista.

Un aneddoto degli ultimi 30 anni…

A Torino abbiamo vissuto momenti gloriosi, ospitando anche alcune grandi mostre che sono rimaste fortemente impresse nella mia mente come pietre miliari. Penso alla mia mostra al Valentino, organizzata all’interno della Promotrice, ma anche alla nascita del cinema sperimentale.

 

 

Questa e altre 61 testimonianze

sul numero dei 30 anni di Torino Magazine.

Li ringraziamo tutti, da chi ha premuto più sui tasti del cuore e dell’emozione a chi ha messo l’accento sulle vicende storiche e sui progetti.

 


Leggi la coverstory di Ugo Nespolo
e la sua opinione sul futuro della città, maggio 2020