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#iosonotorino

di Vittorio Eugenio Savasta Fiore

1988 – 2018, trent’anni di Torino. Il punto di vista

Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della vita cittadina di questi anni, la loro opinione sul passato, sul presente, sul futuro di Torino. Un’occasione per fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrà essere. 

La testimonianza di Vittorio Eugenio Savasta Fiore, fondatore di Prince Experience, si occupa di eventi, marketing e comunicazione.

Come ha visto cambiare Torino negli ultimi 30 anni?

Sicuramente noi quarantenni abbiamo visto il cambiamento più grande. Lavorando nel mondo degli eventi una grande trasformazione è arrivata dai Social. Quando eravamo giovani ci ritrovavamo in un posto preciso e lì si decideva cosa fare, dove andare. Oggi, invece, ci si organizza scrivendosi via cellulare, e potrà sembrare banale ma ha cambiato molto il nostro modo di vivere. Anche gli eventi: prima era un circuito ‘chiuso’, in cui l’elemento fondamentale era il passaparola; al centro delle scelte c’era una relazione reale tra le persone. I social invece hanno demolito questa logica, le relazioni si coltivano in altro modo. Nell’ambito del divertimento, la parte relazionale è stata soppiantata dall’elemento esperienziale. Se prima bastava andare in discoteca oggi si cerca la location particolare, come Porta Susa o la Reggia di Venaria. Ora dobbiamo essere capaci di proporre un’esperienza sempre nuova.

Torino ha tante skills. Inoltre, il tenore di vita è ottimo, e così l'istruzione, basti pensare al Politecnico

Come la immagina nel futuro?

Dobbiamo partire dai nostri punti di forza. Il nostro è il Paese più bello del mondo, la terra dell’enogastronomia e del turismo. Credo che saranno questi gli elementi che contribuiranno sempre più alla nostra crescita. E Torino ha tante skills. Inoltre, il tenore di vita è ottimo, e così l’istruzione, basti pensare al Politecnico: un’eccellenza nel campo dell’innovazione. Anche nel mondo del lavoro sappiamo distinguerci: rispetto a quello di un milanese il nostro profilo può apparire più basso, meno ‘professionale’, ma spesso i professionisti torinesi sono migliori di altri. Sono queste, secondo me, le logiche su cui porre le basi per il futuro.

Un aneddoto degli ultimi 30 anni…

Nella riapertura del ristorante Del Cambio c’è qualcosa di cui andare orgogliosi. Uno spazio simile ha pochi eguali in Europa. È una location internazionale, un’eccellenza a 360°, in una piazza favolosa. E poi anche la riapertura delle OGR, oggi uno spazio tra i più importanti anche oltre i confini italiani per i grandi eventi. È unico, trasuda storia, ma allo stesso tempo è contemporaneo.

 

 

Questa e altre 61 testimonianze

sul numero dei 30 anni di Torino Magazine.

Li ringraziamo tutti, da chi ha premuto più sui tasti del cuore e dell’emozione a chi ha messo l’accento sulle vicende storiche e sui progetti.

 


«Questa crisi è un’occasione»
Leggi l’opinione di Vittorio Eugenio Savasta Fiore, maggio 2020