Italo Calvino e Giovanni Arpino fotografati in occasione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia del 1981 che ha visto trionfare con il Leone d’oro Anni di piombo di Margarethe von Trotta e con il Leone d’argento Sogni d’oro di Nanni Moretti.
Il festival non aveva il red carpet come lo conosciamo ora, ma diverse icone del cinema percorsero la passerella davanti al Palazzo del Cinema. Tra queste: Barbara Sukowa e Jutta Lampe, protagoniste del film vincitore.
Vestiti con sobria eleganza, giacche aperte, Arpino come sempre con gli occhiali più sulla fronte che sugli occhi; dietro di loro, la grazia e il garbo di una ragazza con la borsa a tracolla.
Calvino è il presidente della giuria. Arpino è lì perché il direttore della mostra immagina possibile un’isola delle belle arti che sia fonte di ispirazione per autori del cinema, scrittori, poeti, pittori e musicisti.
Calvino ha passato la sua fanciullezza a Sanremo, «a quel tempo – come lui ricorda – ancora popolata di vecchi inglesi, granduchi russi, gente eccentrica e cosmopolita».
Cresciuto in una famiglia di liberi pensatori, sarà capace di spaziare dalla scrittura letteraria, politica, teatrale, fino a disegnare vignette per il Bertoldo di Guareschi.
Sarà lui a far inserire in una collana Einaudi il primo libro di Arpino: Sei stato felice, Giovanni, nato da una storia raccontata da eroe randagio con amici squattrinati come lui sempre in cerca di espedienti per scroccare una sigaretta da fumare in due o tre o un bicchiere di vino.
