Bolognese (classe 1995) Camilla è una stimata fotografa e direttrice della fotografia. Fin da piccola ama le immagini e il modo di rappresentarle tramite foto o altre arti. Ha studiato a Bologna, per poi trasferirsi a Roma, dove è nato l’amore per la settima arte (che cura dal punto di vista dell’immagine). Due anni fa l’incontro con Netflix e il lavoro sulla fotografia di scena di diverse serie, tra cui la seconda stagione de La legge di Lidia Poët. È cofondatrice di una bella rivista, Eki Magazine, che parla di luce in modo artistico e intelligente, ed è anche l’autrice del nostro scatto di copertina.
Camilla, il tuo rapporto con Matilda De Angelis?
«È la mia migliore amica, ci siamo conosciute al liceo, al Fermi, a quattordici anni, e poi abbiamo vissuto insieme a Roma. È stata uno dei primi soggetti delle mie fotografie».

E invece con Lidia Poët?
«Non ho seguito tutta la serie, per le foto mi sono alternata con Lucia (Iuorio, ndr), ma in ogni caso è stato bellissimo. D’altronde questo è il mondo in cui sogno di lavorare e mi ritrovo a collaborare con la mia migliore amica… Cosa c’è di meglio?».
Cosa pensi di Torino?
«Il mio legame con Torino è complesso. Sento che un po’ la amo e un po’ la “odio”. Mi ricorda tanto la mia Bologna, anche se sono molto diverse… Mi è piaciuta però al primo sguardo, mi ha fatto sentire accolta. Ma che caldo in estate…».
La carta stampata fa ancora cose belle?
«Amo la carta e tutto il suo mondo fin da bambina. Mi trasmette emozioni uniche. E poi dal 2020 c’è anche Eki, una rivista che parla di luce, siamo ormai alla sesta edizione… Ogni volta trattiamo una diversa sfumatura di luce. È un progetto impegnativo, faticoso, nato da un gruppo di amiche e “colleghe”, ma che ci dà tantissimo… Come faccio a non amare la carta?».
Se ti chiedo di pensare a una foto cosa ti viene in mente?
«Sarò “di parte”, perché sono attualmente su un lavoro che parla di fotografia e acqua… E quindi penso a uno scatto di un po’ di anni fa, in Sardegna, con dei ragazzi in mare… Una visione molto particolare».

Un consiglio a Matilda per gestire questo enorme successo?
«Mati è bravissima. È sempre stata in grado di gestire tutto questo, conservando la propria identità; non ho mai temuto che “cambiasse”, che non fosse più la mia Matilda… Se devo proprio consigliarla le dico di continuare così perché è fortissima».
(foto CAMILLA CATTABRIGA)
