«Accomodiamoci vicino alla vetrata. Da qui la vista è magnifica: il Po, il parco del Valentino, le montagne da sfondo. Adoro Torino!». Inizia così la nostra intervista a Pilvi Torsti, direttrice dell’European Training Foundation (ETF), agenzia dell’Unione Europea con sede a Torino che supporta lo sviluppo del capitale umano nei paesi limitrofi dell’UE. Finlandese, ha coperto negli anni il ruolo di Segretario di Stato nel suo Paese al Ministero dell’Istruzione e della Cultura, al Ministero dell’Occupazione e degli Affari Economici, e al Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni. Ha vissuto in Bosnia ed Erzegovina, dove ha fondato lo United World College di Mostar, oltre che l’HEI Schools, un’azienda che si occupa di formazione di proprietà congiunta dell’Università di Helsinki, dove è stata professoressa associata.

L’istruzione come filo conduttore della sua vita professionale…
«Direi proprio di sì. Ho sempre creduto nell’istruzione come leva fondamentale per guardare al futuro ed è esattamente quello che fa l’ETF: crea gli strumenti, le condizioni per favorire una formazione di qualità e, parallelamente, lo sviluppo di quelle competenze che il mondo del lavoro richiede. L’aspetto rilevante è che, sebbene il nostro mandato si rivolga ai Paesi limitrofi dell’UE, le ricadute sono positive anche per l’Europa, e per il mondo intero. Perché saranno proprio quelle conoscenze e quelle competenze che supportiamo che potranno essere sfruttate in tutte le nazioni, Italia compresa».
Da un anno e mezzo lei è diventata direttrice dell’agenzia. Al di là della mission principale di questa realtà, ci sono obiettivi specifici che si è prefissata?
«Di certo quello di legare maggiormente ETF con la città. Dalla nostra sede a Villa Gualino, sulla collina di Torino, siamo un po’ nascosti agli occhi dei più, ma stiamo cercando di creare occasioni di scambio reciproco. Abbiamo avuto modo di invitare il sindaco Lo Russo e il presidente Cirio come osservatori al nostro Consiglio di amministrazione, insieme ai rappresentanti dei 27 Stati membri dell’Unione Europea; abbiamo partecipato al Salone del Libro; per la Festa della Repubblica sono stata chiamata a presiedere a fianco delle Istituzioni cittadine. Altri piccoli fatti ma significativi: gli studenti delle scuole superiori che vengono a farci visita, i confronti con gli insegnanti, la collaborazione con il Politecnico. L’istruzione è un modo per aprire nuove prospettive, per innovare, e lo diventa ancor più nel momento in cui si crea una rete».

Quest’anno ricorrono i 30 anni dell’ETF. Perché fu scelta Torino come sede per l’agenzia UE?
«ETF è una realtà unica in Italia. Quando 30 anni fa l’Unione Europea decise di aprire un’agenzia che si dedicasse alla formazione, l’allora sindaco Castellani ebbe grande visione nell’individuare e proporre la candidatura. In un momento di grandi trasformazioni, con la lenta dismissione della Fiat, ci si pose la domanda “qual è il futuro di Torino?”. Partendo dalle competenze che la città aveva acquisito negli anni, ecco che era arrivato il momento di programmare un “dopo”. Un processo di trasformazione che gli stessi Paesi che noi supportiamo possono seguire, prendendo Torino come riferimento. Senza dimenticare che qui nel capoluogo c’era già la sede dell’ITCILO. Insomma, Torino ha in sé l’anima della trasformazione e noi ne facciamo parte. Spero proprio di riuscire a rafforzare questo legame collaborando sempre più con le Istituzioni del territorio».

Cosa le piace di più della città?
«Il sentirmi ogni giorno come a casa. È una città perfetta per i suoi cittadini, ma anche per gli stranieri che riescono comunque a sentirsi benvenuti. Questo è quanto sto sperimentando. Quanto ai luoghi, amo il Teatro Regio, le passeggiate in Vanchiglia (un quartiere dal carattere forte), le piazze che non smettono di sorprendermi anche grazie alla street music. E poi il fiume, dove vado a correre e anche in bicicletta. Mi ricorda un po’ la ciclabile di Helsinki…».
(foto MARCO CARULLI e ETf)
