Joseph Miller: «Cos’è che gli piace di più del diritto?». Andrew Beckett: «Il fatto che una volta ogni tanto, non sempre, ma a volte, diventi parte della giustizia. La giustizia applicata alla vita». I cinefili non mancheranno di cogliere immediatamente che si tratta del dialogo tra Denzel Washington e Tom Hanks, due grandi del cinema, per un grande blockbuster, Philadelphia.
Sono due i motivi per cui iniziamo così questo articolo: uno perché quando parli dello studio legale Merani Amministrativisti parli di diritto, e in particolare di diritto amministrativo. E poi perché Carlo Merani, name partner e fondatore dello studio, è un vero appassionato di cinema, come dimostrano le tante locandine di pellicole vecchie e nuove appese nell’elegante ufficio affacciato su piazza Solferino. «Il quadro di Rocky posto vicino all’ingresso funge invece da motivatore prima di ogni udienza». Scherza Carlo Merani, suggerendo fin dai primi momenti dell’intervista che l’aria che si respira al terzo piano dello storico grattacielo torinese (la cosiddetta Torre Solferino) ha quel qualcosa in più che sa fare la differenza.

«Nel 2007 abbiamo fondato Merani & Associati, eravamo in tre. Oggi siamo in 17, divisi tra Torino, Milano e, più di recente, Roma, ma uniti dalla passione per il diritto amministrativo. Da gennaio 2022, poi, abbiamo assunto la denominazione di Merani Amministrativisti, proprio a sottolineare come il nostro sia uno studio legale che opera esclusivamente in questo tipo di diritto, con focus sulla contrattualistica pubblica, le società a partecipazione pubblica, l’urbanistica e i beni culturali».
Una caratteristica forte, quella del diritto amministrativo; un name partner ben conosciuto sul territorio; una sede che qualifica ancor più il vostro lavoro. Si può dire che Merani Amministrativisti abbia accompagnato la storia di Torino. Ci racconta alcuni dei vostri interventi più significativi?
«La specializzazione di Merani Amministrativisti è quella di gestire i rapporti tra pubblica amministrazione e i privati, in particolare le imprese. Gare di appalto, società che erogano servizi pubblici (trasporti, rifiuti e altro), edilizia, urbanistica, ambiente, partenariati pubblici privati nel settore sanitario, energetico o sportivo sono per noi materia quotidiana. Così abbiamo avuto il privilegio di occuparci delle Olimpiadi Torino 2006, delle celebrazioni per i 150 anni dall’Unità d’Italia, dei grattacieli della Regione e di Intesa Sanpaolo, del Salone del Libro, della ingegnerizzazione della Linea 1 della Metropolitana. Cliente dello studio è anche il Politecnico di Torino, per cui il nostro socio Andrea Cermele sta seguendo tre progetti PNRR di infrastruttura tecnologica innovativa con lo strumento del partenariato pubblico privato. Ancora, la multinazionale Diasorin, che seguiamo per il contenzioso sul noto caso del payback sui dispositivi medici; la Lega nazionale dilettanti calcio, quando si propone per gestire impianti sportivi; Edison, impegnata nei monitoraggi ambientali per il progetto del ponte sullo Stretto di Messina; gli interventi con lo strumento del superbonus sugli immobili di edilizia residenziale pubblica».

E non manca il settore della cultura…
«Esatto, oltre a tutto questo ci siamo focalizzati sull’attività delle fondazioni culturali, costruendo nel tempo competenze ad hoc per questo settore. Offriamo assistenza e supporto a soggetti, pubblici e/o privati che operano nel settore della gestione, tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e paesaggistico. Con riguardo alla tutela, viene garantito supporto anche sulle tematiche relative alla circolazione interna dei beni culturali, all’esportazione e all’importazione. Per quanto concerne la valorizzazione, lo studio è poi specializzato nell’assistenza a fondazioni e associazioni con partecipazione pubblica, privata e/o mista, che gestiscono patrimoni culturali od offrono servizi nel settore. Ecco perché si affidano a noi, ad esempio, il Museo Egizio, il Circolo dei lettori, Abbonamento Musei e, a Milano, la Triennale. Un esempio pratico e attuale? Per i 200 anni del Museo Egizio siamo stati impegnati da un punto di vista legale in relazione ai lavori di riqualificazione in corso».
Operare in questa materia consente di essere impegnati in questioni e tematiche di forte attualità e interesse giuridico e culturale. Competenza ma anche passione dunque?
«La condivisione degli obiettivi e l’organizzazione dello studio sono volti a creare una partnership effettiva e integrata tra i diversi professionisti, tale da poter lavorare in un ambiente sereno e proficuo, a beneficio di chi vi lavora, ma anche dei clienti. Abbiamo dei piccoli dipartimenti che fanno capo ai soci (ad esempio quello di urbanistica guidato da Antonella Lauria, quello delle società a partecipazione pubblica che fa capo ad Angela Turi, quello della Corte dei conti a Roberto Serventi e altri ancora) ma ci confrontiamo e interfacciamo sempre tra noi, cercando di non trascurare alcun dettaglio. Crediamo fortemente nel valore umano e l’impegno in tale direzione mi rende particolarmente orgoglioso. Pensi che l’età media degli avvocati qui è di 39 anni e possiamo contare su 5 giovani di appena 25 anni: stiamo costruendo la terza generazione dello studio, insomma. Il work life balance per noi non è solo uno slogan, lavorare nel weekend deve essere un’eccezione. E questo modo di interpretare la professione è automaticamente un sostegno alla genitorialità. Una dei nostri avvocati è mamma di cinque figli, non serve aggiungere altro».

Sul vostro sito c’è una sezione intitolata “best friendship”, ci spiega?
«Vista la nostra altissima specializzazione, talvolta abbiamo necessità di rivolgerci a competenze esterne, come ad esempio in materia fiscale o tributaria, in modo da poter offrire ai clienti servizi di consulenza integrata e qualificata e, talvolta, avere la possibilità di segnalare aspetti e profili di approfondimento che altrimenti rischierebbero di essere trascurati. Abbiamo così creato una rete di studi “amici” con cui collaborare. Crediamo che lavorare con altri, aiuti non solo a rendersi più utili al prossimo, ma anche a migliorare se stessi, senza mai trascurare le esigenze del cliente».
Sempre sul sito dello studio legale Merani Amministrativisti c’è un ulteriore dettaglio che incuriosisce: andando nella pagina dei professionisti e cliccando sul profilo di ogni avvocato, la foto si trasforma, “svelando” la medesima immagine ma in versione casual: «Abbiamo voluto mostrarci agli occhi dei clienti non solo come professionisti, ma come persone con sogni, hobby, passioni. Perché la passione è energia, sempre».
www.meraniamministrativisti.com
(foto MARCO CARULLI)
