Archivissima 2026 torna a Torino con la nona edizione del festival dedicato alla promozione e alla valorizzazione dei patrimoni archivistici. La sede principale è alle Gallerie d’Italia – Torino, con incontri gratuiti e un programma diffuso in collaborazione con numerose realtà culturali cittadine e nazionali.
Il tema scelto per il 2026 è Quello che non c’è, una riflessione sul patrimonio sommerso, sulle assenze, sui vuoti della memoria e su ciò che gli archivi custodiscono, suggeriscono o lasciano ancora da scoprire. La manifestazione invita a interrogare ciò che manca nei racconti ufficiali, ciò che è stato dimenticato, rimosso, censurato o semplicemente non ancora esplorato, trasformando l’archivio in uno spazio vivo di ricerca, connessione e immaginazione.
Il programma propone talk, masterclass, incontri, mostre, laboratori, performance e appuntamenti speciali con ospiti del mondo della cultura, del giornalismo, dell’arte, della scienza e dello spettacolo. Tra i protagonisti figurano, tra gli altri, Marianna Aprile, Amedeo Balbi, Giuseppe Culicchia, Marco De Paolis, Carlo Massarini, Stefano Nazzi, Serra Yılmaz, Luca Scarlini e molti altri. La proposta attraversa temi diversi: dall’intelligenza artificiale applicata agli archivi alla memoria sonora, dalle storie rimosse della cronaca ai patrimoni museali nascosti, fino alle narrazioni legate alla città, al corpo, alla musica, alla scienza e alla storia collettiva.
La Notte degli Archivi, appuntamento centrale della manifestazione, si svolge venerdì 5 giugno e celebra i dieci anni del format nato nel 2016 da Promemoria Group. L'evento coinvolge oltre 500 realtà in tutte le regioni italiane, con eventi gratuiti, contenuti digitali, podcast, video e racconti pubblicati sul sito di Archivissima. Tra le novità dell’edizione 2026 ci sono anche i Premi di Archivissima, nati per valorizzare i migliori contenuti, eventi e progetti archivistici del festival.
Archivissima si conferma così non solo come appuntamento culturale, ma come laboratorio nazionale dedicato alla memoria, capace di rendere visibile ciò che resta nascosto e di far dialogare il passato con il presente.
