_resetfestival diventa finalmente maggiorenne (auguri!) e festeggia con una nuova edizione in scena dal 5 al 10 ottobre, a Torino, all’Hiroshima Mon Amour. Che bella notizia. Un passo indietro: cos’è _reset? È uno dei festival musicali più interessanti della città, non è tanto una gara, quanto un momento di scouting artistico e una vetrina per musicisti da tutta Italia. Una bella idea, concepita da Daniele Citriniti e Annarita Masullo – cofounders di The Goodness Factory che produce il festival insieme ad Associazione Culturale Verve – che chi ama la musica emergente e alternativa aspetta ogni anno con trepidazione. _resetfestival 2026 sarà ovviamente tante cose, per più info vi lasciamo al loro sito.
Ma torniamo a noi. Durante il Road to Reset, la sera di martedì 8 settembre ci siamo recati alla nuova sede di The Goodness Factory per una preview del festival abbastanza sui generis, un momento di ascolto condiviso tra birrette, chiacchiere e qualche appunto. L’obiettivo? Ascoltare i 40 progetti musicali selezionati, per confrontarsi insieme sui 12 “prescelti”. Molto, molto internazionale. Tutto genuinamente easy, chill e informale, ma allo stesso tempo super contemporaneo; roba che potremmo essere a Londra o Berlino. Nota per gli uffici stampa: date un’occhiata ad appuntamenti di questo tipo perché preview e conferenze possono essere anche di questa fattura…
Detto ciò, ci faceva piacere condividere con voi perlomeno i nomi degli artisti che abbiamo ascoltato, tutti, a prescindere dalle selezioni, perché sono stati, ognuno a proprio modo, notevoli e intrattenenti (cercate le loro storie perché meritano tutti attenzione). Ringraziamo quindi per i brani: Acanto, Agronomist, Anima, Arthur Lisko, Carla Fucci, Corpoceleste, D’Egidio Ensemble, Dimaggio, Elettricaessenza, Freak Motel, Frenesi, Frenèsya, Giargo e Baia Zaiana, Giin, Ginko Biloba, Henna, John Freedom, Malaffari, Malamore, Matteo Salzano, Micajo, Millealice, Murr-ma, Pianura, Pit Le Funk, Preghiera, Red Flamingo, Saitta, Sapada, Scaramuzza, Simone Famiglietti, Sofia Pastore, Taistoi, Tragic Carpet Ride, Youngover, Zack e gli Psicopompi, Zaib, Anya e Ferretti.
Nostre menzioni d’onore (super personali): Frenesi, band nata nel 2022 che porta una sorta di ballad ben fatta, pulita e sociale, dura e piacevole, forse i nostri preferiti; Frenèsya, due fratelli, un’atmosfera davvero immersiva, sporca, frenetica e urbana, sicuramente un bel viaggio; Malaffari, un giovane collettivo rap che premiamo perché ci voleva un po’ di rap, e questi sono bravi; Preghiera, duo rock-elettronico di Bassano del Grappa, molto anni ’80, molto divertenti; Saitta, una Sicilia street, internazionale e autoironica che riflette sulla poetica dell’immigrato e celebra le radici; Sofia Pastore, torinese, ironica, tragica, coinvolgente, moderna, ha tante carte in regola per fare bene.