Martedì 29 settembre siamo stati alla conferenza stampa della diciannovesima edizione di Portici di Carta 2026, il progetto culturale organizzato da Città e Salone del Libro che sabato 10 e domenica 11 ottobre trasformerà nuovamente Torino in una delle librerie all’aperto più grandi d’Europa. Con 2 km di libri, editori e librerie lungo i portici del centro, 2.000 buoni da leggere in omaggio, i Mini Portici per bambini e ragazzi, tanti ospiti internazionali… Insomma un altro bel weekend intelligente e costruttivo.
La conferenza stampa di Portici di Carta è sempre abbastanza ricca, per varie motivazioni: anzitutto ci sono tante istituzioni che partecipano e vogliono sentitamente rendere omaggio a un progetto che ha spento quasi venti candeline; poi c’è il programma che è ampio e densissimo; e in più c’è la voglia ogni volta di sviscerarlo per davvero, non a chiacchiere. Noi apprezziamo sempre l’impegno e la passione, ma per esplorarlo preferiamo rimandarvi al sito che dice tutto, tutto.
Tra gli highlights della conferenza stampa, però vi segnaliamo sicuramente il Premio Ernesto Ferrero, entrato nella sua fase finale, con la selezione di 35 progetti da 16 regioni italiane che adesso si contenderanno il primato. E poi, sempre in tema “gare”, il Premio Gianni Mura, di cui sono state svelate in conferenza le cinquine vincitrici… ora toccherà a finalissime e premi!
L’altro giorno parlavamo di quanto Torino sia una città di cinema, con un’offerta molto varia e in cui è bello e “facile” vivere il cinema (molto più che altrove). Guardando al Salone del Libro, a Portici di Carta e a tutto l’ecosistema culturale che vi gira attorno, l’impressione è che Torino sia davvero anche la città del libro. Non solo a maggio.
Una bella evidenza che si somma ad alcuni segnali statistici importanti: sul territorio nell’ultimo anno le librerie hanno registrato un +3%, mentre le sole librerie indipendenti un +8%, segnali forse di un cambio di tendenza, di una rotta che riguarda e ringrazia tutto il movimento della cultura e del libro. Una piccola, ma buona nuova che fa sperare, perché dalla salvaguardia di questo grande habitat culturale passa buona parte del nostro futuro e della nostra civiltà.
Nel frattempo, le date da segnare sono 10 e 11 ottobre: Torino diventa un fiume di libri, librai, persone e buone emozioni. E voi non mancate.