Venerdì 6 novembre siamo stati alla colazione-conferenza stampa della 44° edizione del Torino Film Festival, al Circolo dei lettori, in Sala Biblioteca. Più che altro è stata la solita, piacevole chiacchierata con il direttore Giulio Base, sostenuto da presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema Enzo Ghigo e Carlo Chatrian. Ormai una bella ricorrenza utile a ribadire un po’ di cose belle del programma dell’edizione e anche a esplorare qualche retroscena.
Dunque, informazioni in ordine sparso e poi, in chiusura, le nostre prime impressioni sul TFF 2026.
- Tanti gli ospiti di rilievo presenti, diversi anche già sul red carpet di piazza Castello, davanti al Regio: John Travolta, Maria de Medeiros, Stephen Frears, Mike Newell… e parecchi altri negli appuntamenti a venire.
- Il film di apertura sarà Novembre 1963 – L’assassinio di J. F. Kennedy di Roland Joffé (Mission, La lettera scarlatta…) in anteprima interazionale.
- Tanti e interessanti i film di registi torinesi: sicuramente Rondolino Docet di Mimmo Calopresti, Sguardi di Marco Ponti (regista di quella meraviglia di Santa Maradona che ha compiuto 25 anni) e Piccolo mondo antico di Mario Soldati (1941), doveroso omaggio a un genio troppo poco citato. E a proposito di omaggio, da segnare in agenda anche Heysel 85 di Teodora Ana Mihai (Belgio/Paesi Bassi/Germania, 2026), in anteprima italiana, un film sulla tragedia della finale di Coppa dei Campioni del 1985, i cui incassi andranno peraltro alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro.
- Anche quest’anno, in occasione della serata inaugurale, sarà attiva una Rush Line per l’assegnazione gratuita di eventuali posti disponibili all’ultimo momento.
- Da ieri è online la programmazione completa con info su concorso, orari e biglietti.
Ma adesso un po’ di nostre impressioni.
Il TFF sembra riuscire, quest’anno forse più che mai, a conciliare una dimensione di appeal internazionale con lo spirito cinefilo originale che lo contraddistingue da quasi cinquant’anni. Lo dimostrano i film in gara, tantissime prime e seconde opere, da tutte le latitudini, con una maggioranza di donne tra le registe.
La retrospettiva dedicata a Marilyn Monroe è tutto tranne che “commerciale”, e soprattutto adorabile. Si tratta di dare alle persone la possibilità di andare a vedere al cinema alcuni dei film più belli e affascinanti della storia a ’70 anni dalla loro uscita al cinema. Che altro volete?
Faremo un articolo ad hoc sui nostri consigli, per ora vi segnaliamo un po’ flash che ad occhio non vogliamo perdere oltre alla gara. Bad lieutenant: Tokyo del maestro Takashi Miike (2026), categoria Fuori Concorso; Back in black di Ron Murphy (2026), categoria Fuori Concorso; You can see everything (2026), sempre Fuori Concorso, forse il caso cinematografico dell’anno; Dogman di Luc Besson nella categoria Zibaldone; Millennium Mambo del grande Hou Hsiao-Hsien, con fotografia di Mark Lee Ping Bin, ancora Zibaldone.