Parlare di una Torino Sociale significa interrogarsi su come la città si prende cura dei propri abitanti. Una cura che passa soprattutto dai luoghi, perché l’abitare racconta in modo diretto i cambiamenti della società. Torino è oggi in una fase di profonda trasformazione: da capitale industriale del Novecento sta ridisegnando la propria identità come polo universitario, turistico, tecnologico e dell’aerospazio. Una metamorfosi che si riflette nel tessuto urbano e nel mercato immobiliare, chiamato a interpretare bisogni sempre più complessi.
L’aumento della popolazione studentesca – oggi oltre 120.000 iscritti – ha reso strutturale il tema dello student housing, ancora lontano da un equilibrio tra domanda e offerta. Interventi come l’ex Scalo Vallino e l’ex Ospedale Maria Adelaide mostrano come l’edilizia possa diventare leva di rigenerazione, integrando residenze, servizi e spazi pubblici. Sta inoltre crescendo il mercato dell’affordable housing – sono mappati 25 progetti, di cui 9 in pipeline – con un’offerta di canoni calmierati e servizi di accompagnamento sociale, rivolta a una parte significativa della popolazione che fatica ad accedere al libero mercato. In questo quadro, la rigenerazione urbana diventa un motore sociale.
La questione non è infatti solo urbanistica: ogni evoluzione porta con sé una domanda di identità, di socialità, di equità nell’accesso. Di conseguenza, cambiano le case, le modalità di costruzione, i materiali, le tecnologie, ma soprattutto si modificano le esigenze di chi le vive. I nuclei familiari si sono trasformati, la popolazione è più mobile, più anziana, più eterogenea. Aumentano pertanto gli spazi condivisi, si diffondono modelli di co-living e la sostenibilità ambientale si afferma come standard necessario, incidendo sul valore degli immobili e sul benessere delle persone.
La qualità dell’abitare diventa così parte integrante della coesione sociale. Restano aperte alcune sfide: rendere accessibili e scalabili i nuovi modelli abitativi, investire nella qualità dell’architettura, promuovere una reale mixité sociale. A questo si aggiungono la riqualificazione del patrimonio esistente e la necessità di accompagnare i grandi interventi con servizi adeguati, affinché la crescita non generi nuove disuguaglianze.
In questo contesto, il settore immobiliare è chiamato a svolgere un ruolo centrale: non più solo costruttore di spazi, ma attore che contribuisce a definire opportunità e relazioni. D’altronde, prendersi cura delle persone significa, prima di tutto, prendersi cura dei luoghi in cui vivono.
