News

L’alfabeto delle ATP Finals 2023

di Tommaso Cenni

Autunno 2023

26 LETTERE PER RACCONTARE (GIOCANDO UN POCO) LE ATP FINALS DI TORINO 2023. TENNIS, CAMPIONI MA NON SOLO: LA NOSTRA GUIDA OFF ALLE “DIZIONI” CHE IN VISTA DEL GRANDE EVENTO DELL'AUTUNNO NON POTETE NON SAPERE

A

  • come… Antonelliana, la nostra Mole, tappa imprescindibile per chiunque passi da Torino. E non solo perché è bellissima, ma perché ha all’interno il museo dedicato alla settima arte più importante d’Italia, vivo e magnifico.

B

  • come… Bagnetto verde: quello delle acciughe e dei tomini, quello che come lo facciamo noi piemontesi nessuno mai; simbolo delle tradizioni a tavola, ma anche fiero testimone di una fiaba, quella delle piole, capace di evolvere senza snaturarsi. Chi passa da Torino riscopra le piole.
  • anche come… Battuta, che da noi è prevalentemente di fassona, lasciata “pura” o mal che vada con una spruzzata di limone. Alle Finals però la battuta è decisiva, chi ce l’ha spesso dirige il gioco e non è per niente facile da prendere dato che solitamente arriva a più di 200 km/h. C’è battuta e battuta.
  • perfino come… Biglietti: a inizio settembre sono più di 80.000 quelli venduti per queste Nitto ATP Finals. Con un incremento fortissimo degli acquisti dall’estero. Gli hotel prenotati, le cene anche, l’attesa aumenta e la caccia ai posti rimasti è nel vivo.

C

  • come… Carlos, l’uomo da Murcia, il tennista più giovane della storia a diventare N°1 del ranking. Lo spagnolo predestinato tra i predestinati che tremare il mondo fa. Non ha mai vinto le Finals e ha tanta voglia di mangiarsi anche questo trofeo.

D

  • come… Djokovic, campione in carica delle Finals, Nole è semplicemente uno dei più forti tennisti della storia di questo sport. Se viene, viene per vincere, e se gioca, gioca per essere il migliore. Anche in copertina.
  • come… Daniil Medvedev, terzo qualificato in ordine di tempo al torneo torinese, vincitore delle Finals a Londra nel 2020 e terzo nella Race (in questo preciso momento). Anche lui è uno degli uomini da battere, e non è assolutamente facile da battere.

E

  • come… Esperienza. Le ATP Finals torinesi non sono né un punto di arrivo né di partenza, sono una tappa di un percorso iniziato circa vent’anni fa che ha visto Torino cambiare, reinventarsi, aprirsi al mondo. Serve mettere da parte esperienza, da usare ogni volta per migliorare ed evolvere.

F

  • come… Fiumi: ne abbiamo parlato, scritto, discusso. Le città europee di spicco e prospettiva vivono e valorizzano i loro fiumi. Torino ha corsi d’acqua dal fascino unico e perfino noi spesso ce ne dimentichiamo: torniamo ad alimentare la narrazione (e la cura) dei nostri fiumi.
  • anche come… Fuoriporta: non dovremmo dirvelo ma le gite a due passi da Torino sono uno dei must della città. È un controsenso? Assolutamente no. Le città vincono quando attraggono, ispirano a visitare itinerari prossimi e poi richiamano a sé come cuori pulsanti di territori vasti tanto nelle dimensioni quanto nell’offerta. Approfondite il bello quasi a km0 da Torino, non ne rimarrete delusi.

G

  • come… Grissino: un’altra espressione dell’ingegno torinese. Guardiamoci attorno: dalle auto agli agnolotti, Torino profuma delle sue invenzioni; non rinunciamo alla nostra creatività.

H

  • come… Henman, di nome Tim, ex tennista britannico, che dopo aver perso 6-0, 6-0 contro il mitologico Pete Sampras disse: «Ho giocato un grande primo punto», guadagnandosi un posto nell’Olimpo degli aforismi tennistici. Non serve sempre vincere per rimanere nella storia.

I

  • come… Intelligenza artificiale: la nostra ultima copertina, prima di questa con Nole, che sì a volte può sembrare un cyborg, ma è umanissimo perfino lui.

J

  • come… Jannik Sinner: nel 2022 ci auguravamo per Jannik una stagione super, per poterlo vedere sui campi di Torino insieme agli altri campionissimi. L’enfant prodige del tennis italiano ci è veramente vicino. Speriamo in un po’ di tricolore sul “manto” del Pala Alpitour.
  • anche come… J. R. Moheringer, giornalista statunitense premio Pulitzer, scrittore (autore di The Tender Bar, da cui hanno recentemente tratto un discreto film), penna dietro Open, la biografia di Andre Agassi, uno dei più bei libri di vita e di tennis mai scritti. Leggetelo.

K

  • come… Kermesse, ovvero competizioni sportive di rilevanza. Sogniamo delle Finals che parlino orgogliosamente italiano (perfino torinese), ma anche giustamente internazionali; come ci si aspetta dalla nuova Torino.

L

  • come… Linea 2: “ma la state costruendo o la state cercando?”, celebre battuta partenopea a tema metropolitana. Accantonate le chiacchiere da bar resta una certezza: occorre migliorare trasporti e viabilità (specie le connessioni con Caselle). Facciamoci trovare pronti.
  • anche come… Languorino, Torino è una delle città gastronomicamente più interessanti d’Italia. Non lo diciamo (solo) noi, ma le guide, gli influencer, gli operatori di settore. Questo perché il panorama è vivo, mosso, vario, stimolante. Anche fuori dal centro. Comprate le guide, esplorate quella che sarà una delle anime più determinanti della Torino di domani.

M

  • come… Matteo Berrettini: ci ha fatto sognare ed emozionare, quel gigante coi muscoli di cristallo. Non ci sarà a Torino per le Finals (già era a mezzo servizio la scorsa edizione), ma non potevamo non citarlo; a presto Matteo, ti rivogliamo in campo a lottare come un leone.

N

  • come… Nocciola, che da noi è “gentile”, ma soprattutto protagonista, dal gelato alle torte fino alle vincenti partnership con la salsiccia di Bra. È autunno: abbandonatevi alle golose creazioni di questa terra.

O

  • come… Ok, il prezzo è giusto! Ogni luogo ha le sue stagioni, alte e basse, ma occhio alle speculazioni. Dobbiamo costruire un’immagine di città equa e ospitale; specie quando il mondo ci guarda.

P

  • come… Portrait: cosa mettereste in un ritratto di Torino? La Mole, il Po, le piazze, i bicerin, i film, gli studenti, un pallone che rotola, le chiese, i vetri appannati d’inverno dei tram. E poi una pallina e una racchetta, parte ormai del DNA della città.

Q

  • come… Quarta edizione, perché diciamolo: le cinque edizioni sono ufficiose ma non scolpite nella pietra. Tocca guadagnarsi la conferma sicura sul campo, con una buona gestione di questa terza. Su le maniche.

R

  • come… Rublev, di nome Andrey, in questo preciso momento qualificato alle Finals torinesi; ma il bello della Race è che niente è deciso e tocca lottare fino all’ultimo per esserci.

S

  • come… Salieri, compositore e musicista famoso più per l’invidia (anche romanzata) nei confronti del più quotato Mozart, che per la sua musica. A volte Torino è stata dipinta un po’ come una Salieri nei confronti di Milano: niente di più sbagliato, ma tocca a noi ricordarlo ogni giorno.
  • anche come… San Carlo, la nostra piazza, il salotto di Torino. Tra l’altro rinata recentemente tra Gallerie, bar finalmente a livello, gelati che non ti aspetti, nuovi format. I palchi ci sono, ma attori e scrittura fanno tutto il resto; da grandi poteri derivano grandi responsabilità… Vedremo!

T

  • come… Turet, le “fontanelle” di Torino. Robert Schwartz, studente statunitense del Politecnico ha intrapreso l’insolita missione di riverniciarli. Dovevamo aspettare un ragazzo americano per farlo?

U

  • come… Undici belle cose da fare a Torino. Le Finals durano una settimana e l’obiettivo di prepararsi almeno 11 chicche da vivere in città sembra più che abbordabile. Un ottimo proposito.

V

  • come… Village, abbiamo avuto quello di piazza San Carlo e poi quello “decentrato” in piazza d’Armi. Pecche e pregi in entrambi i casi. Riusciranno i nostri eroi a ideare un villaggio che faccia felici tutti?

W

  • come… Wonderland, il paese dove finisce Alice, iconica nel film di Tim Burton. Da ottobre la Mole ospita una bella mostra a lui dedicata, fateci un giro. Torino è tanta roba

X

  • come… X di pareggio, che (lo diciamo per i meno preparati) qui alle Finals non sarà contemplato. Si vince e si perde, altre strade non sono percorribili; gioco da duri il tennis.

Y

  • come… Yard, un campo da tennis è lungo poco più di 25 yard (23 metri circa), una distanza non elevatissima, che pare un chilometro quando ci corri dentro, e cinque metri quando devi reagire a una battuta potente. Questa sì che è relatività.

Z

  • come… L’anno scorso citammo Zverev e lo zabaione, quest’anno diciamo la Z più famosa di sempre, quella di Zorro. L’eroe mascherato che marchiava con la spada il proprio passaggio. Ecco, diciamocelo in chiusura: in parole semplici qui l’obiettivo è lasciare il segno, come faceva Zorro, per una miriade di motivazioni. Forza, ora si inizia a fare davvero sul serio.