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Le città e l'innovazione

di Valerio Saffirio

I nuovi Eroi di Torino

Torino, Speciale Territorio 2024

Baby boomer, Generazione X e Y, Millennials. Termini che definiscono generazioni cresciute tra la metà del ‘900 e gli anni 2000, in momenti storici e contesti sociali differenti. Concentriamoci sui Boomer, che oggi hanno il potere e sui Millennials, che oggi hanno 19-27 anni. I primi sono competitivi, fedeli (al lavoro) e idealisti. Il lavoro vissuto come strumento del successo (denaro, potere, affermazione socia le). I secondi sono iperconnessi, egocentrici, inclini al raggiungimento di risultati immediati e desiderosi di un costante riconoscimento del merito, senza un’idea precisa circa il loro futuro.

Il 65% degli studenti liceali faranno dei lavori che oggi ancora non esistono. La durata media di un lavoro oggi è 4,2 anni contro i nostri 40. Entro il 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città – ricerca delle Nazioni Unite – che dovranno farsi trovare preparate per inserire i giovani accogliendo le loro ambizioni e la loro energia. L’offerta che questa generazione si aspetta è legata a temi organizzativi fondamentali come l’accesso all’istruzione e alla cultura, un ambiente tecnologico, la dinamicità dell’offerta lavorativa, il costo della vita e delle case, un ambiente sostenibile, e una mobilità pubblica e privata intelligente. In molte città europee tra cui Torino questi temi sono affrontati seriamente, ma manca un ragionamento profondo sul disagio di queste generazioni, intimorite dai cambiamenti climatici e dalle ebollizioni geopolitiche.

Questi temi sono affrontati seriamente, ma manca un ragionamento profondo sul disagio di queste generazioni

I Boomer sono cresciuti con la passione per gli ideali, persa in fretta per un più razionale assalto alla diligenza. Allentiamo le briglie ai Millennials e affidiamo loro l’arduo compito dell’inversione di marcia, predisponendo città, o anche solo parti di queste, come luoghi in cui crescere dando spazio a quella che i fisici della teoria quantistica chiamano la “mente” intuitiva.

Insegniamo (e impariamo anche noi) che il cervello non è un magazzino: non serve tanto a conservare quanto a trasformare. Occorre allenare e incoraggiare l’immaginazione, l’entusiasmo, l’esplorazione fuori dai binari. Nel contesto attuale, la connessione con la mente ha sostituito quella con il corpo che sente, immagina e sogna: la volontà mentale (risorsa limitata), legata ai risultati e alla progettualità, al domani, comprime la passione naturale (energia inesauribile) senti mento intenso e profondo, che sgorga dal hic et nunc. Le nuove generazioni, apparentemente votate all’intrattenimento, nascondono dietro questa maschera di spensieratezza una crescente incapacità di provare il vero piacere. E se accrescessimo la vita prima ancora dell’economia?

La novità dell’esperienza aggiunta a quella del consumo. Ogni epoca ha il suo eroe e quella dell’economia e della tecnologia vede l’eroe in chi ha successo, chi ha raggiunto risultati non certo per qualità personali (impegno sociale, maturità, generosità…). Se incontriamo persone che sono felici di fronte alla vita ci colpiscono non tanto per ciò che dicono o fanno, ma per qualche cosa di intimo, qualcosa di fisico, vibrante. Sono sempre a contatto con ciò che sentono e lo sanno esprimere con argomentazioni soggettive. Hanno gusto. Facciamo di Torino la città ideale per questi nuovi Eroi: la prima città Bio-Digital dove artificio e natura coesi stono in una rappresentazione concreta della formula del Terzo Paradiso del maestro Michelangelo Pistoletto.