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Casa Benefica dal 1889

di Niccoletta Rossi Di Montelera

Torino Benefica

Torino, Primavera 2024

Parlare di Torino senza menzionare la sua fervente attività sociale sarebbe davvero privarla di un aspetto importante della sua storia e del suo carattere; spiccano personaggi quali Giulia di Barolo, don Bosco, Giuseppe Cottolengo, Piergiorgio Frassati. Alla fine del l’ottocento la situazione sociale è drammatica: in piena industrializzazione c’è una parte di società schiacciata da bassi salari, malnutrizione, condizioni di vita e lavoro disumani, famiglie numerose che non riescono a far fronte ai bisogni primari.

I bambini sono spesso costretti a crescere troppo presto e le conseguenze molte volte sono negative. Basti pensare che tra il 1890 e il 1897 i minori condannati tra i 9 e i 16 anni furono 146.000. È in questo contesto che nel 1887 il pretore urbano Luigi Martini, trovandosi nuovamente a incarcerare ragazzi, decide di fondare una “Casa benefica per giovani derelitti” in cui accogliere ed educare orfani e bambini le cui famiglie non sono in grado di crescere.

Il 4 luglio 1889 apre le porte la prima casa in via San Domenico con 10 ragazzi che, nel 1893, raggiungono già il numero di 200. Emerge la necessità di cercare un terreno su cui costruire una casa più grande e nel 1896 viene inaugurata la nuova sede in quella che diventerà piazza Luigi Martini, ma che nel lessico torinese sarà ribattezzata Piazza Benefica. Nel nuovo edificio sono previsti anche laboratori per avviare i ragazzi a un mestiere.

Dal desiderio di dare il proprio contributo perché il male e la violenza non abbiano l’ultima parola

Luigi Martini si circonda da subito di consiglieri illuminati che provengono dal mondo imprenditoriale, bancario e politico e fonda un comitato di patronesse che si adoperano per la raccolta dei fondi necessari. Grazie a queste persone le cose evolvono velocemente: nel 1898 viene aperta la sezione femminile, nel 1900 nasce la “pensione benefica” per ospitare i giovani tra i 19 e i 24 anni “per non lasciare nella solitudine quei ragazzi privi di legami famigliari” e nel 1913, grazie a un lascito testamentario, la “Casa Famiglia” per 50 ex alunni.

Tra il 1889 e 1902 sono accolti 986 ragazzi e 53 ragazze. Lo sguardo fisso e dinamico alle problematiche del suo tempo è una delle caratteristiche che ha guidato Casa Benefica in questi oltre 130 anni. Oggi interviene ancora sul territorio torinese e nei comuni limitrofi. Ospita nuclei mamma-bambino operando affinché il diritto del bambino ad avere famiglia sia salvaguardato, accoglie donne vittime di violenza in una Casa Rifugio a indirizzo segreto, promuove borse lavoro, segue nell’educativa domiciliare e in quella di strada più di 600 minori ogni anno.

In questi 130 anni si sono avvicendati in Casa Benefica tanti educatori, psicoterapeuti, direttori, presidenti, patronesse e molte altre persone che hanno dedicato tempo e passione, guidati da un sentimento di restituzione: dal desiderio di dare il proprio contributo perché il male e la violenza non abbiano l’ultima parola.

Questo impegno è stato assunto attraverso le generazioni da diversi componenti della mia famiglia, tra cui mio padre, Luigi Rossi di Montelera, e i miei nonni Napoleone e Niccoletta, ed è sulla scia di questi esempi che mi unisco a tanti uomini e donne del mio tempo occupandomi di progettazione e raccolta fondi affinché, come in passato, Casa Benefica possa dare una risposta innovativa e di qualità ai bisogni sociali emergenti.