Torino, Inverno 2024 – 2025
Qualche anno fa ci si è interrogati se cambiare il nome di Casa Benefica in uno più moderno, più accattivante. Ma il nome definisce un’essenza intrinseca che prescinde dal tempo. Walter Benjamin affermava che “l’uomo comunica la propria essenza spirituale nella sua lingua. Ma la lingua dell’uomo parla in parole. L’uomo comunica quindi la propria essenza nominando tutte le altre cose.” Anche nella tradizione biblica all’uomo è stato dato il privilegio di dare il nome al creato. L’esperienza dei genitori di scegliere il nome per i propri figli racchiude in sé ricordi, affetto, aspettative.
Il naming nel marketing è un’operazione delicatissima che richiede piena conoscenza del contesto e della cultura in cui deve inserirsi. Il nome non deve solo essere accattivante o facile da ricordare, deve trasmettere un significato, un’identità, una visione del mondo. Quindi Casa Benefica nel 1889 e Casa Benefica nel 2024.
Casa Benefica è il nome che da più di 130 anni caratterizza l’impegno di tanti uomini e donne nei confronti dei minori sul territorio di Torino. La forma giuridica si è aggiornata, la mission si è plasmata sulle necessità di ogni epoca. Ma i due elementi del nome sono rimasti costanti. Casa perché Luigi Martini, fondatore di Casa Benefica, voleva un luogo che richiamasse il più possibile l’ambiente famigliare. Non un istituto, non un centro, ma una casa.
Casa perché Luigi Martini voleva un luogo che richiamasse il più possibile l’ambiente famigliare
Questo si traduce sia nell’architettura dei nostri spazi, che sono appartamenti in palazzi spesso abitati anche da famiglie non legate all’ente, che nelle relazioni. Nella casa si riceve un’educazione integrale, umana, fisica e culturale. Perché l’obiettivo è formare la persona verso una vita sana, in cui trovare e mantenere un lavoro, creare una famiglia, avere relazioni equilibrate con il prossimo.
Cerchiamo di rendere accoglienti i nostri spazi personalizzandoli per ogni mamma e bambino… Ma quanto è difficile lasciare la propria casa e gli oggetti che raccontano origini e affetti. Arrivano da noi o in Casa Rifugio, un luogo a indirizzo segreto per donne vittime di violenza, o nei gruppi appartamento se, tramite i servizi sociali, è stata identificata la necessità di un accompagnamento educativo per non allontanare i bambini dalle loro mamme. Sono spaventati e disorientati. Mamme e bambini.
Gli educatori di Casa Benefica li accolgono, li ascoltano e studiano un percorso socioeducativo che permetta loro di riprende il volo. Benefica perché è una parola bellissima (anche se un po’ demodé). Una casa che opera per il bene! In tutti questi anni non ho mai visto nessuno tirarsi indietro (educatori, psicologi, amministrativi…). È un lavoro di grande responsabilità; di impegno, dedizione e amore.
Nel periodo natalizio, in cui la nostalgia di casa si fa più forte, i nostri sforzi per “fare” casa e farla bene devono essere ancora più grandi. Ci sono diverse associazioni che ci aiutano: chi ci dona regali per i bambini, chi per le mamme, chi manda dolci. Ma le necessità sono davvero tante. Vorremmo mettere sotto l’albero un apparecchio per i denti perché un bambino non nasconda il sorriso dietro alla mano, un percorso psicologico perché una ragazza della Casa Rifugio possa chiudere gli occhi e addormentarsi senza svegliarsi gridando, delle lezioni di guida per conseguire la patente… e tante altre cose.
Per darci una mano, per credere in questa missione, ognuno può fare la sua parte, anche con una donazione (in chiusura lasciamo i dati). Per il 2025 il nostro buon proposito è quello degli ultimi 130 anni: non lasciare al male e alla violenza l’ultima parola.
Per donazioni: Banca Monte dei Paschi di Siena – IT 69 Z 01030 01000 000004274905
