Torino è passata dall’essere la capitale del cinema muto italiano alla città del cinema d’autore e sperimentale, fino a diventare oggi un hub per le produzioni contemporanee e internazionali. Grazie al lavoro straordinario di enti come Film Commission Torino Piemonte, ha saputo portare nella nostra città produzioni nazionali e internazionali importanti e, grazie al Museo Nazionale del Cinema, ha trasformato la Mole in una cattedrale dell’entertainment.
La storia di Torino è una testimonianza di come una forma d’arte possa essere parte dell’identità culturale di una città, trasformandola continuamente nel tempo. Torino non è solo un set cinematografico, ma un luogo che genera e nutre immaginari. Se il cinema è sogno, Torino è il laboratorio segreto dove si creano le visioni di domani.
Questa città non è solo uno sfondo suggestivo per le produzioni cinematografiche, ma un motore creativo, una fucina di carismi che trasformano le idee in realtà. Dalla scenografia ai costumi, dagli effetti speciali alla post-produzione, Torino ha sempre avuto una vocazione nel “creare” il cinema, ben oltre il semplice ruolo di location.
Eppure, questa ricchezza è spesso invisibile, persino ai torinesi stessi. Torino è già protagonista del cinema mondiale, ma quanti cittadini ne sono davvero consapevoli? Spesso viene raccontata come un set pronto ad accogliere storie altrui, ma il vero valore sta nella sua capacità di generare contenuti, innovazione e linguaggi nuovi.
Se Torino fosse un film, che storia racconterebbe oggi? Una pellicola d’autore incompresa o una grande storia a lieto fine? La risposta dipende dalla nostra abilità nel valorizzare la filiera creativa del nostro territorio, quella che permette anche al cinema di esistere.
Se Torino fosse un film, che storia racconterebbe oggi?
Non basta essere una città scenografica: servono investimenti e strategie per alimentare la nostra naturale vocazione a trasformare l’inedito in realtà, nel cinema come in molti altri settori. Il cinema è una risorsa strategica, un’identità che va raccontata e sfruttata per attrarre nuove produzioni e talenti.
Occorre promuovere un ecosistema in cui le professionalità del settore possano crescere e reinventarsi. Un luogo dove la creatività incontri la tecnologia, dove le storie possano prendere vita e non essere solo ospitate.
Torino deve imparare a raccontare meglio se stessa con la medesima forza evocativa e strategica che il cinema usa per affascinare il mondo. Questo significa costruire un’identità chiara e riconoscibile, capace di attrarre investimenti, studenti e innovatori. Torino non può accontentarsi di essere una comparsa nel grande racconto della creatività: deve essere sceneggiatrice del proprio futuro.
Le Istituzioni, le aziende e i creativi possono collaborare per costruire un progetto di lungo respiro, che vada oltre l’appeal seduttivo dei set cinematografici. Servono politiche culturali mirate, incentivi alla produzione, spazi di formazione e sperimentazione.
Solo così Torino potrà ritornare ad essere un vero hub creativo, un punto di riferimento per chi vuole mettere in scena il futuro. Torino ha tutto per essere protagonista: storia, competenze, infrastrutture.
Quello che serve è una narrazione chiara, condivisa, ambiziosa. Perché il cinema è un’industria, ma è anche visione. E Torino, oggi più che mai, ha bisogno di guardare avanti e scrivere la sua sceneggiatura da Oscar.
