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Cristiano Ronaldo a Torino

Come cambia la città

di Redazione

Autunno 2018

DAL MANCHESTER UNITED ALLA NAZIONALE PORTOGHESE, DAL REAL MADRID ALLA JUVENTUS, IL CAMPIONE PORTOGHESE ARRIVA A TORINO. COSA NE PENSANO I SUOI (ORA) CONCITTADINI TORINESI?

VALERIO SAFFIRIO

Pubblicitario torinese in epoca digitale, bugianen attivo tra Torino, Milano, Parigi e San Francisco / DISKO AGENCY – www.disko-agency.it

Uomomarchio

«CR7? Piombato a Torino dal ‘Pianeta Papalla’, ‘se non ci fosse bisognerebbe inventarlo’. Prendo spunto da due perle di immaginazione creativa di altrettanti grandi maestri della pubblicità italiana (entrambi torinesi, guarda caso), per riflettere sulla forza e sulla tempestività di questo ‘uomomarchio’ atterrato in una calda estate nella bollente Torino. La prima partita, quella del marketing e dell’immagine, Ronaldo l’ha già vinta 3 a 0. Il primo gol l’ha segnato per la Juve prima ancora di entrare in campo, con un’operazione di marketing stellare: incassi record per lo stadio, incassi record per il merchandising, incassi record per la reputazione (ancora oggi noi tifosi ci svegliamo la mattina pensando sia solo un sogno). Il secondo gol l’ha segnato per se stesso, su assist del fisco italiano. Il terzo gol l’ha segnato per la città, portandoci a casa un risultato tanto potente quanto inaspettato: un nuovo picco di notorietà internazionale («Ooh, Ronaldo moves to Torino… but, darling, where is Torino? In China?»), ma soprattutto un côté rinnovato di gioia, ottimismo, immaginazione, e fiducia, quella parola magica che fa girare relazioni, progetti, economie. E se la superba definizione di Rachel Botsman sulla fiducia («La fiducia è una relazione ottimistica con il futuro») poco sembrerebbe c’entrare con il proverbiale pessimismo celato dietro il celebre finto realismo ‘torinpiemuntesabaud’, la realtà di queste settimane ci riporta alle notti magiche della Torino Olimpica 2006, che ci regalò un en plein di reputazione e notorietà a oggi ineguagliato nel Gran Galà della Comunicazione di ‘Giandujatown’. Ecco, l’arrivo di CR7 ha ridestato alcune di quelle scintille. Scie luminose di passione, immaginazione, gloria. Una luce d’artista a due gambe, regalo inaspettato per una città riflesso dei tempi, tanto ricca di ansia e paura, quanto povera di desiderio. «Ma non è tutto Ronaldo quello che luccica», direbbero i cugini granata (nella migliore delle ipotesi…). E già prima del suo arrivo parte una campagna di comunicazione social con movimenti creativi ondeggianti tra il trash più feroce e una sublime ironia. Ma, pur che se ne parli… Ora il bel Ronnie è atteso alla sua seconda partita, la più importante: la partita della vittoria definitiva, quella in Coppa. Agognata, mancata, desiderata, implorata, mai nominata, di notte sognata. Ma qualunque sarà il risultato di questa partita (mani sulla tastiera del computer Saffirio!), CR7 ha già calciato nella rete globale una ‘MolePalla’ di immagine, quanto mai vitale per noi torinesi in momenti di costanti autogol. Un segnale che deve essere raccolto e rilanciato dalla comunità intera, incluso (augurandolo con fair play piemontese) il sempre vigile Urbano. Per buona pace di tutti»

 

GIAN PAOLO ORMEZZANO

Giornalista sportivo e tifoso granata

E se fosse il pacco del secolo?

«La prima mia very personal osservazione su CR7 alla Juve si appoggia su un dogma: se il Real Madrid o il Barcellona mollano un loro campione, vuol dire che il frutto pregiato ha il verme. Non c’entrano i soldi, vedasi il caso Neymar che preoccupa Parigi e il Brasile. Seconda osservazione imbarazzante forse anche per lui. Noi austeri opulenti sabaudi abbiamo deriso, per le feste totali, globali, al divino Maradona, i poveri tifosi napoletani, le allegrie assai sopra le (nostre) righe, la città ‘vestita’ da giardino delle delizie calcistiche. Bene, a Torino i tifosi torinesi della squadra sbagliata hanno fatto ben di peggio, da provinciali che non hanno mai visto i Cesari, da adoratori repenti di un dio inquietante. Già, inquietante: ipersuperstrapagato per giocare dagli ormai 34 anni ai 37 e passa, contrastato da invidie e paragoni duri, con sulle sue caviglie i più callidi difensori del mondo, con le sue geometrie studiate e sabotate dai più maligni agrimensori calcistici, con troppi figli e una compagna subito sul red carpet veneziano, intanto che la seducente flat tax si rivela bluff elettorale della squadraccia gialloverde e la stampa perfida lo circonda di sensori e droni… Il rischio è quello del ‘pacco del secolo’. PS: il fatto che Platini ex gloria bianconera sul tema CR7 sia d’accordo con me (quasi, lui non ha visto Torino napoletanizzata) non mi preoccupa: è un amico e sa le cose»

 

MARIA LUISA COPPA

Presidente di ASCOM Confcommercio Torino e Provincia

Bem-vindo Ronaldo

«Qual è il peso economico su Torino del cosiddetto ‘effetto Ronaldo’? Secondo alcuni economisti dell’Università di Torino, il fuoriclasse rappresenterebbe per la nostra città un tesoretto da almeno 10 milioni, il valore economico di un vero e proprio brand non solo sportivo; un fenomeno social a tutti gli effetti, capace di richiamare su Torino l’attenzione internazionale con una ricaduta d’immagine globale. ASCOM Confcommercio Torino e Provincia ci ha creduto fin da subito: in occasione dell’arrivo del fuoriclasse portoghese, la nostra associazione ha distribuito 5mila locandine di benvenuto con l’immagine del campione. I commercianti torinesi hanno risposto con entusiasmo all’iniziativa, esponendola nei loro negozi. L’augurio di ‘bem-vindo’ (benvenuto in portoghese) ha campeggiato per giorni nelle vetrine di bar, ristoranti e locali della città. Nell’immagine, il profilo del calciatore accanto ai disegni stilizzati della Mole Antonelliana, delle Porte Palatine, del Municipio e di Palazzo Reale: futuro e presente insieme per un territorio che sempre più deve investire sui grandi eventi per generare turismo e sviluppo. I dati hanno finora confermato le aspettative: in occasione dell’arrivo di CR7, nel mese di luglio sono aumentate le presenze negli alberghi, mentre nel mese di agosto il museo della Juventus ha registrato un’impennata di visitatori del15% rispetto allo scorso anno. Nella settimana di Ferragosto, in occasione della prima uscita pubblica del calciatore per la tradizionale partita della Juventus a Villar Perosa, si è registrato negli alberghi un forte aumento delle prenotazioni. Insomma, un asso del calcio e del marketing capace di generare un notevole giro d’affari e creare importanti aspettative nel tessuto economico della città. Un effetto ben più alto del previsto, in grado di produrre un importante indotto soprattutto nel settore del turismo, dove il campione ha da tempo investito in un brand a lui dedicato. La speranza è che Cristiano Ronaldo decida di aprire all’ombra della Mole una sua struttura alberghiera, così come a Madeira e Lisbona, capace di ospitare turisti in arrivo da tutto il mondo. Sono certa che CR7 saprà essere un pezzo importante di Torino: la città gli restituirà i traguardi attesi, il pieno successo, e lo saprà accogliere con lo stile discreto e non invadente che i torinesi riservano ai grandi»

 

VINCENZO ILOTTE

Presidente della Camera di Commercio di Torino

L’effetto Ronaldo traina il turismo

«Torino è la capitale del calcio italiano, proprio grazie alla famiglia Agnelli che non solo ha creduto nella Juventus per farla diventare la prima squadra nazionale, ma che, con l’acquisto di Ronaldo, ha messo le basi per conquistare la Champions League, dimostrando un attaccamento al nostro territorio che porterà ricadute delle quali siamo tutti molto grati. Infatti, l’arrivo del campione alla Juventus – o, come ha scritto lui su Twitter, «il trasferimento della Juventus a Ronaldo!» – ha fatto diventare la città centro di attrazione per milioni di sportivi di tutto il mondo. Certo sarebbe molto bello riuscire a sfruttare con qualche foto in più Ronaldo a Torino: i suoi 75 milioni di follower vedrebbero la bellezza della nostra città, vivace, ricca di giovani, di imprese e startup, di turisti, con eventi culturali e manifestazioni internazionali. I nostri alberghi, comunque, considerato il numero delle camere occupate, hanno già cominciato a registrare l’affetto di molti italiani per Ronaldo, quando nella seconda partita della Serie A, il 25 agosto scorso, in un periodo turisticamente scarso per la città, si è avuto un balzo al 73% nel tasso di presenze, rispetto al 42% nella stessa data dell’anno scorso, con una più alta tariffa media di vendita (82 euro contro 69). Questi dati sono tratti dall’Osservatorio Alberghiero, offerto gratuitamente dalla Camera di Commercio di Torino a tutti gli alberghi torinesi che ne fanno richiesta. Aderendo al progetto, gli hotel si impegnano a trasmettere regolarmente i propri dati aggiornati e a segnalare i competitor diretti: possiamo quindi sapere, settimana per settimana, quante camere d’hotel sono occupate, a che prezzo medio sono state vendute e con che ricavi. È uno strumento di marketing efficace, in grado di fornirci i dati della performance alberghiera, ma anche di registrare eventi di particolare interesse per tutta la città. In passato lo abbiamo utilizzato nei periodi caldi del turismo, sia nelle date delle vacanze di Natale, Pasqua o Ferragosto, sia durante alcuni eventi culturali, grandi concerti o in occasione, appunto, di manifestazioni sportive. Questo, poi, è un dato importante anche per le istituzioni che devono programmare iniziative e capire quali risultati di copertura alberghiera ottengono con la visita dei turisti. Per le partite di calcio, negli anni passati abbiamo già sperimentato l’effetto della Champions League nei match di grandi squadre contro la Juventus a Torino, e credo che con Ronaldo, anche in Serie A, raggiungeremo certamente il tutto esaurito, non solo nei nostri hotel ma anche nello shopping»

 

BENNY

Benedetto Nicolini, vignettista bianconero

CR7 e la Torino dei miracoli

«Da tifoso juventino sono convinto che l’arrivo a Torino di Ronaldo cambierà in meglio il volto della città. In futuro noi torinesi guarderemo al passato increduli e grati: arriverà la seconda linea metropolitana (grazie al rinnovo del portoghese fino al 2030), e anche la terza, che collegherà Milano a Torino per permettere ai milanesi, orfani delle Olimpiadi invernali, di venire in pellegrinaggio ad ammirare la Sindone Portoghese esposta in Basilica: la Sacra Salvietta. Avremo più lavoro, avremo mutande più comode (griffate CR7), avremo più bambini (possibilmente non tutti suoi, preferibilmente tutti juventini) e, conseguentemente, la nuova Città della Salute, in pieno centro, intitolata al “Sacro Piede de Madeira”. L’arrivo a Torino di Ronaldo non cambierà la città solo dal punto di vista urbano ed economico: renderà Torino città sempre più europea e multiculturale. Si parlerà il portoghese insieme al piemontese, si mangerà il bacalau,e nella bagna caoda sentiremo il profumo dell’oceano apprezzandone i sapori. Cambierà il tessuto sociale e crescerà l’amore per lo sport: mentre i bambini, di bianconero vestiti, cantando “A Portuguesa” ammireranno Cristiano allenarsi sulle acque del Po, sognando un giorno anche loro di diventare belli, ricchi, famosi, e con le Fiat Panda cromate d’oro zecchino, come per magia ci accorgeremo che, un po’ alla volta, anche i tifosi del Torino, persino i più fedeli, avranno abbracciato la vera fede, il ‘Cristianesimo’ (forse ci sarà qualche problema, perché mi dicono che il marchio sia già registrato da ‘un’azienda’ che sta a Roma, ma un compromesso tutto sommato si può sempre trovare, come si trovò nel 1870). Ronaldo, che accoglie Torino, è un regalo alla città tutta. Avremo la pace sociale, una giunta di centro-destra-sinistra (perché tanto dove lo metti lui segna sempre), guidata da Rui Barros e nessuno farà opposizione (tranne qualche argentino che vive in Catalogna). Ronaldo è bello: a saperlo, lo si poteva comprare un po’ prima»