Torino si interroga su come crescono i suoi figli. Lo fa al Coro di Santa Pelagia, con il secondo appuntamento di CRESCERE Lab – I Cantieri del Pensiero Educativo, spin off della rassegna Crescere – dalla Beta alla Zeta, promossa dall’Associazione Forme in Bilico APS con il sostegno della Fondazione OMI e in collaborazione con il Comune di Torino.
Il titolo dell’incontro è già una presa di posizione: Esci da quella stanza. Come e perché rimettere i nostri figli fuori nel mondo. Protagonista della serata è Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, tra le voci più ascoltate in Italia sui temi della genitorialità e dell’adolescenza. A introdurre l’incontro è Carlotta Salerno, assessora alle Politiche Educative del Comune di Torino, mentre la moderazione è affidata al giornalista Fabrizio Vespa.
Il punto di partenza è una fotografia del presente che molti genitori riconoscono: le camerette dei ragazzi trasformate in micro-mondi autosufficienti, spazi chiusi ma iperconnessi, dove il gioco e la socialità vengono sempre più mediati dallo schermo. Pellai definisce questo scenario un nuovo “Paese dei Balocchi”, un ambiente che promette piacere continuo e assenza di fatica, ma che rischia di impoverire l’esperienza educativa e relazionale dei più giovani.
Da una parte ci sono i genitori, alle prese con il compito di accompagnare i figli verso l’autonomia. Dall’altra, un sistema di marketing digitale che intercetta fragilità e bisogni evolutivi trasformandoli in occasioni di consumo. In mezzo, bambini e adolescenti che faticano sempre più a sperimentare il mondo reale: il corpo, il rischio, la noia, la relazione non filtrata.
Durante l’incontro, Pellai analizza due esperienze chiave della crescita, giocare e socializzare, mostrando come dovrebbero funzionare e come vengono oggi riplasmate dall’ambiente online. Il messaggio è chiaro: crescere significa anche uscire, incontrare l’altro, misurarsi con lo spazio pubblico. Significa, in molti casi, aiutare un figlio a varcare la soglia della propria stanza, che da rifugio può trasformarsi in una gabbia invisibile.
CRESCERE Lab si inserisce in un percorso più ampio che guarda alle nuove generazioni – dalla Generazione Zeta alla Alfa, fino alla neonata Generazione Beta – e che prenderà ufficialmente il via l’11 marzo 2026, in occasione del 250° anniversario della Fondazione OMI.
Un invito, rivolto agli adulti prima ancora che ai ragazzi, a riaprire le porte e rimettere la crescita in movimento.
