Il Festival del Classico torna a Torino tra gli spazi di Circolo dei lettori, Conservatorio Giuseppe Verdi, OGR Torino, Accademia delle Scienze, Teatro Carignano e Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.
Tema scelto per la sua 6° edizione è Oriente/Occidente, una dicotomia che si è abituati a vedere in modo unidirezionale ma che potrebbe riservare numerose sorprese se si rileggono i miti, la storia, l’arte, la letteratura, la filosofia, la geografia, la storia delle vie del commercio e l’evoluzione della tecnologia. In questo modo il Festival cerca di far superare quella forma mentis che impedisce agli occidentali di vedere realmente com’è ciò che ci si rappresenta come Oriente.
Il festival apre al Circolo dei lettori la mattina del 30 novembre con l’ormai consolidato torneo di disputa classica tra due squadre di studenti delle scuole superiori del Piemonte. Alle 18 è in programma la grande inaugurazione con la lectio Oriente e Occidente: categorie ambivalenti nell’universo globale di Ugo Cardinale, in cui racconta l’origine della scissione tra Oriente e Occidente. È poi il turno di Luciano Canfora che parla di Scontro o incontro? ossia dell’uso strumentale delle formule Oriente e Occidente, insieme a Lucio Caracciolo, Giulia Pompili e Luca Misculin. In serata il Classico è al Conservatorio Verdi con il dialogo Iran e Persia, tra passato e presente con Ramin Bahrami (che esegue anche alcuni brani classici al pianoforte), Pegah Moshir Pour, Stefano Pellò e Monica Mondo.
Questi sono solo alcuni dei nomi che si interfacciano con il pubblico durante le giornate del Festival, un progetto della Fondazione Circolo dei lettori, presieduto da Luciano Canfora con la curatela di Ugo Cardinale.
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