Il Teatro Regio apre il sipario su La Cenerentola di Gioachino Rossini, gioiello del melodramma giocoso che trasforma una fiaba universalmente nota in un racconto luminoso sul potere della bontà e del perdono. In questa rappresentazione la magia scompare e lascia spazio all’intelligenza, e i simboli tradizionali della fiaba si trasformano: la fata diventa il filosofo Alidoro, la matrigna è sostituita dal patrigno Don Magnifico, la scarpetta si fa braccialetto.
La protagonista incarna una bontà che non si lascia contagiare dall’odio, ma lo disinnesca attraverso il perdono. In un mondo popolato da vanità, arrivismo e meschinità, Cenerentola diventa una figura pacificatrice, capace di ricucire rapporti spezzati e di offrire una seconda possibilità anche a chi l’ha umiliata. La sua ascesa non nasce da un prodigio, ma da pazienza, intelligenza e compassione.
Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio sale Antonino Fogliani, tra le bacchette di riferimento del repertorio belcantista; la regia del fortunato allestimento del Maggio Musicale Fiorentino è firmata da Manu Lalli; nel ruolo di Cenerentola debutta al Regio il mezzosoprano di coloratura Vasilisa Berzhanskaya, artista dalla straordinaria estensione vocale.
Accanto a lei, un cast che garantisce energia teatrale e smalto rossiniano. Il Coro del Teatro è preparato dal maestro Piero Monti.
L’Anteprima Giovani, dedicata al pubblico under 30 e in programma sabato 17 gennaio, registra il tutto esaurito.
Tra ironia, virtuosismo vocale e una riflessione sorprendentemente attuale sul perdono, La Cenerentola torna al Regio come una fiaba senza tempo, ricordandoci che la vera magia è la capacità di restare umani.
