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Roccia Rossa Wines

vini preziosi forgiati nella roccia

Primavera 2024

ABBIAMO DEDICATO UN BREVE FUORIPORTA AI VINI DI ROCCIA ROSSA WINES, IN PROVINCIA DI BIELLA, PER SCOPRIRE (A CIRCA UN'ORA DI AUTO) UN'AZIENDA AGRICOLA GIOVANE, CHE PRODUCE ETICHETTE PREZIOSE E AFFASCINANTI, NEL GUSTO E NELLA STORIA

Roccia Rossa Wines - Gianni Galliano Boscolo

Gianni Galliano Boscolo

Torino è ideale punto di partenza per raggiungere storie, emozioni, avventure quasi a chilometro zero. Spesso non ci rendiamo neanche conto dell’eccezionalità dei nostri fuoriporta. Con un po’ di volontà infatti si possono raggiungere mete straordinarie; a partire ovviamente da quelle più classiche e conosciute… Le Langhe sono veramente a una manciata di chilometri, con quelle colline (e cantine) che oramai in ogni stagione sono il sogno di italiani e stranieri. Oppure c’è Genova, che il nostro direttore ha recentemente raccontato in un bel reportage, autentico e hipster il giusto, perso tra caruggi, numeri civici con la “R”, Corochinato e trattorie come una volta. O ancora, Milano, “nemica” ma anche ammirata, e per noi pure un po’ indispensabile… una vera e propria porta sul resto del mondo. E c’è perfino la Francia, di sopra o di sotto, con le montagne e la gastronomia, o con il mare azzurro, i festival del cinema, il turismo internazionale. Questo per quanto riguarda i “classici”, ma esistono delle perle nascoste, case history meno conosciute, ma ricche di fascino, non solo per i prodotti che offrono, ma per i valori e le narrazioni che propongono. Anche perché la meraviglia spesso la si trova dove non ce la saremmo mai aspettata, per questo fa rima con stupore.

Un terroir molto particolare, vulcanico, minerale, figlio di quella roccia rossa che alla Cantina di Brusnengo ha donato il nome, e che sa essere sia un “nemico” sia il grande valore che rende questi vini unici

La prima volta che abbiamo sentito di Roccia Rossa Wines, il sentimento che più ci ha pervaso è stato proprio di sincero stupore, anche perché di rado (complice anche il mestiere) incontriamo storie da farci raccontare partendo letteralmente da zero. Un passo indietro. Come si arriva a Brusnengo? In questa storia è fonda mentale saperlo, perché questo breve fuoriporta, incastonato tra reportage in Marocco e itinerari di viaggio a Gran Canaria, ci porta oltre Biella, verso Gattinara. Territori non semplici, per niente “dolci”, e quindi anche affascinanti come una canzone britannica a tema working class (romantica e punk).

Cos’è Roccia Rossa Wines? Quando nasce? Su quali idee? E soprattutto, che vini produce? Il nostro viaggio, prima in cantina e poi a passeggio tra le vigne, punta proprio a raccontare tutto questo. Pronti? Andiamo. Premessa: Roccia Rossa Wines ha i contorni di un sogno prima ancora che di una bella storia, e infatti nasce nel 2011 da un’idea ben precisa dell’imprenditore Gianni Galliano Boscolo, ovvero recuperare le potenzialità di un territorio un po’ dimenticato, riportando alla luce e perfino innovando dei vitigni eccezionali, e di conseguenza il loro vino. Un lavoro che comincia da lontano, dall’acquisizione dei primi tre ettari di terra (poi divenuti 6) e dalla riqualifica di un terreno affascinante, ma tutt’altro che “semplice”. Un terroir molto particolare, vulcanico, minerale figlio di quella roccia rossa che alla Cantina di Brusnengo ha donato il nome, e che sa essere sia un “nemico” sia il grande valore che rende questi vini unici.

I vigneti di Roccia Rossa Wines a Brusnengo

I vigneti di Roccia Rossa Wines a Brusnengo

Vitigno principe dei vini Roccia Rossa è il Nebbiolo, molto diverso da quello di Langa, duro ed elegante come i rossi che da esso si ottengono. È il vero protagonista di queste terre, e si circonda di altre colture autoctone come Croatina e Vespolina, “minori”, ma indispensabili. Il viaggio verso i luoghi in cui nascono le 15.000 bottiglie/anno di Roccia Rossa Wines è un percorso poetico, per certi versi anche crepuscolare, e i vini che da qui scaturiscono seguono questa linea di pensiero: non sono etichette modaiole, di troppe parole, tutte chiacchiere e distintivo insomma; ma sono autentiche e schiette come le rocce che se ne prendono cura. Insomma, niente film di Nolan (per carità meravigliosi, ma che forse sono più paragonabili alle Langhe), ma più una pellicola di Wim Wenders, di quelle eleganti, che vincono a Cannes. Giunti a destinazione, ci facciamo raccontare la platea di vini pronti ad accoglierci. Ovviamente non sono tanti, quindi possiamo raccontarveli tutti tranquillamente. Re, regina e Papa è il Bramaterra DOC, un trattato di eleganza e struttura, un vino elegante e in qualche maniera selvatico, non incline al compromesso; perfino nobile e orgogliosamente non banale. Il grado alcolico e la complessità strutturale testimoniano quanto detto.

Roccia Rossa Wines a Brusnengo

Per una soluzione più “soft” viriamo su un Coste della Sesia DOC (anche nella versione “rosata”), che è probabilmente un po’ più aperto, facile da avvicinare, gentile per certi versi (anche se la pasta comunque è quella, perché la “forza” non è un tratto distintivo, è proprio DNA). E le etichette “rosse” finiscono qua. Parentesi: sopportiamo sempre meno gli elenchi inter minabili di etichette, perché amiamo (consequenzialmente) i menù con pochi piatti ma buoni e curati. Un’alternativa ai rossi è costituita dalla proposta, non consueta, delle bollicine firmate Roccia Rossa Wines: che sono sostanzialmente il Metodo Classico Brut e il Metodo Classico Rosè.

Le etichette di Roccia Rossa WinesDi certo bottiglie che non ci si aspetta di trovare qui. Il nostro giudizio? Sono queste tutte bottiglie interessanti, in parte di nicchia, che rappresentano una novità nel nostro quieto e abitudinario bere. D’altronde vengono da una zona che ha riscoperto solo di recente il proprio DNA enologico, e che quindi si affaccia al mondo e a Torino con uno sguardo un po’ diverso dal solito. Tra tutti i calici degustati, sicuramente il Brama terra DOC sprigiona prepotentemente un fascino tutto suo. È un vino non banale, che ha bisogno dei suoi tempi e che, come detto, non scende facilmente a compromessi; esalta i grandi piatti (specie se di carne) e si candida a protagonista sulla tavola attirando parecchia attenzione su di sé. Il prezzo della bottiglia (tra i 20 e i 25 euro) è di quelli già “importanti”, ma vale di gran lunga un prodotto che in qualche maniera ci ha stupito; e che rappresenta una novità tra le consuete bottiglie ritrovabili in enoteche e ristoranti del Piemonte.

Le bottiglie di Roccia Rossa Wines a BrusnengoIn generale, la sensazione è che tutti i vini di Roccia Rossa Wines, che un passo alla volta stanno conquistando un proprio spazio sul mercato (non solo italiano), siano ottimi prodotti, ma prima ancora ottime storie. Ci spieghiamo: siamo evidentemente fortunati a vivere in una regione, il Piemonte, che possiede una qualità e un pedigree enologico straordinari (azzardiamo: nessuno come noi!), e a volte finiamo per chiuderci a riccio sul conosciuto, che è sì rassicurante, ma a volte un po’ limitante. Prendendo la macchina, allontanandoci da Torino, verso e oltre Biella, ad assaggiare e scoprire Roccia Rossa Wines, il sapore che più ci ha catturato è stato quello dell’avventura.

Certo, in un mondo di possibilità di viaggio inesauribili, questo percorso può per fino sembrare “micro”, ma nasconde una poesia tutta sua. E anche un interessante proposito per la vita, ovvero non accontentarsi; e quindi conoscere, esplorare, azzardare… facendosi guidare dalle storie e dalle emozioni dei prodotti; perché un vino è prima sentimento e poi “sentori di…”. Come dice la santa Vinosofia: «La terra conosce profondità che l’uomo non immagina», e che questi vini Roccia Rossa riescono a tirare fuori con caparbietà e classe. Per assaporarli di persona vi tocca fare un salto a Brusnengo (Biella), in via Roma 45, oppure potete scoprirli su www.rocciarossa.com per poi cercarli nelle enoteche e nei locali torinesi. Cin cin!

Le botti di Roccia Rossa Wines a Brusnengo

 

(foto MARCO CARULLI e ROCCIA ROSSA WINES)