Se si osserva Gran Canaria in una sera d’estate, la prima cosa che salta all’occhio, vista dall’alto, è la quasi totale assenza di illuminazione: le vere protagoniste sono le stelle. Non a caso, l’isola vanta il riconoscimento di destinazione Starlight dell’UNESCO per i cieli più puliti al mondo, vale a dire senza l’inquinamento luminoso che caratterizza ormai gran parte del pianeta.
Se la si osserva dal mare, invece, saranno i vari fari a illuminare la costa così come è avvenuto durante gli ultimi quasi 600 anni dalla conquista dell’isola. Il primo faro e sicuramente il più fotografato di questo piccolo paradiso è quello di Maspalomas e, oltre alla sua bellezza, anche i suoi dintorni lo rendono la vera star di questa atipica classifica. Si trova nel cuore della zona turistica meridionale, accanto alla Riserva Naturale Speciale delle Dune di Maspalomas, un’area naturale protetta dal 1987. Con un insieme di diversi ecosistemi che hanno un valore paesaggistico unico al mondo, le dune di Maspalomas sono state lo scenario di alcune serie famose come The Witcher di Netflix e anche di film come La furia dei titani. A chi non sarebbe piaciuto “romanzare” un po’ al loro interno?

Il 24 maggio 1502, durante il suo quarto viaggio, l’Ammiraglio degli Oceani, Cristoforo Colombo dormì a Maspalomas. Lì colse l’occasione per raccogliere legna da ardere e fare scorta d’acqua. A quel tempo non c’era il faro e sembra, secondo recenti studi, non ci fossero neanche le dune: cosa avrebbe detto Colombo di entrambi?
Una delle due ipotesi sull’origine delle dune di Maspalomas si basa su uno tsunami che devastò le coste delle Canarie 269 anni fa, lo tsunami del terremoto di Lisbona. Il 1° novembre 1755 si verificò infatti il devastante terremoto di Lisbona (di magnitudo 8,5) che causò la morte di circa 100.000 persone. Le enormi onde che generò raggiunsero le coste del continente americano e lungo il percorso travolsero le coste delle isole atlantiche, comprese le Canarie. A Gran Canaria, trascinarono la sabbia e la depositarono nella zona della punta di Maspalomas. L’ipotesi dello tsunami di Lisbona come origine delle dune, difesa dai ricercatori dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria (ULPGC), si scontra con l’altra teoria, più antica, che suggerisce la lenta formazione del sistema dunale, iniziata circa 10.000 anni fa.

L’arrivo dello tsunami del terremoto di Lisbona nelle Isole Canarie è testimoniato dall’allora capitano generale dell’arcipelago, Juan de Urbina, in una lettera indirizzata al Ministro di Stato, Ricardo Wall. In essa egli descrive le devastazioni causate dallo tsunami sulla costa di Gran Canaria, in particolare alla capitale e al suo porto. Nella lettera di de Urbina non si fa riferimento a quanto accaduto sulla costa meridionale di Gran Canaria. Tuttavia, prove scientifiche da recenti studi sulla conservazione delle dune supportano la teoria della loro origine dallo tsunami generato dal terremoto di Lisbona. I ricercatori hanno quindi cercato riferimenti storici alle dune di Maspalomas e sono giunti alla conclusione che non esistevano prima del 1800: non ci sono riferimenti ad esse in documenti storici, cartografici o dei naturalisti che visitarono Gran Canaria tra il XVII e il XVIII secolo.
Proseguendo lungo la costa, verso nord, in una delle zone più ventose dell’isola, dove gli alisei sono presenti per gran parte dell’anno, arriviamo al Faro di Arinaga che spicca, vicino al mare, su una collinetta. In quest’area si possono osservare piante adattate all’alta salinità come l’ananas di mare, l’uva di mare e altre. Il vecchio faro è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale (BIC) e nelle vicinanze, sulla montagna, ci sono ancora resti di vecchie installazioni militari. Ma se si osserva meglio, in realtà i fari sono due. La torre a strisce bianche e rosse è di concezione standard, ma accanto ad essa si può vedere il vecchio faro entrato in servizio nel 1897. Come curiosità, la lanterna del vecchio faro è stata utilizzata per quello nuovo.

Navigando ancora verso nord arriviamo al Faro de la Isleta che si trova nella capitale dell’isola, proprio all’ingresso del porto più importante delle Canarie, il Porto de Las Palmas. Questo faro è il secondo faro più alto della Spagna. Il primo è il Faro di Punta de la Polacra, ad Almería, la cui altezza focale è di 281 m sul livello del mare. Il Faro de La Isleta si trova a 249 m sul livello del mare e proietta la sua luce a 18 miglia dalla costa. È stato il primo faro costruito sull’isola grazie al progetto dell’ingegnere Juan de León y Castillo. L’antica costruzione non è un faro ordinario e per questo motivo è più difficile riconoscerlo. Una curiosità: dal 1967 è l’unico faro aeromarittimo delle Isole Canarie. Ciò significa che la sua luce viene utilizzata sia per la navigazione marittima che per quella aerea. Ora è completamente automatizzato, ma rimane un testimone silenzioso della storia del porto e della città.

Dalla capitale, continuiamo il nostro itinerario via mare, osservando la spiaggia più bella della capitale, Las Canteras, protetta da una barriera corallina conosciuta come la Barra. Ci dirigiamo verso la costa settentrionale dell’isola, in particolare verso Gáldar. Nella zona costiera a Sardina del Norte, incontriamo un moderno faro cilindrico in cemento a strisce bianche e rosse, il Faro de Sardina. Si tratta di un tipico faro standardizzato, completato nel 1984. Anche se il faro originale di Punta de Sardina fu completato nel 1890. La costa è brusca, l’oceano batte con le sue onde, il vento porta il salnitro. Quando la marea infuria, le onde si infrangono con forza contro le rocce e la gente del posto e i visitatori si riuniscono sul sito del vecchio faro per fotografare lo spettacolo della natura.
Il litorale settentrionale è costellato dalle diverse piscine naturali sparse lungo la costa fino ad Agaete. Da lì, costeggiando quest’isola dalla forma rotondeggiante, si prosegue verso sud, non prima di aver ammirato la “Coda del Drago”, una formazione rocciosa che va da Agaete all’Aldea di San Nicolás. La vista è imponente e mette quasi soggezione, la costa è selvaggia e aspra. Siamo nella Riserva della Biosfera, riserva che include il 46% del territorio di Gran Canaria e che si estende fino all’oceano, con una parte marina che comprende la zona che va dal Porto di Agaete alla Punta del Descojonado, e da questa per altri 8 km fino alla Punta di Maspalomas, completando senza quasi rendercene conto la circumnavigazione dell’isola.
Pronti per tanta bellezza?

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(foto TURISMO DE CANARIAS)
